Blastema @ Circolo degli Artisti – 20 Marzo 2013

ATTITUDINE E VISUAL: Reduci dalla kermesse più amata/odiata dagli italiani (finalisti della “Sezione Giovani” di Sanremo), i Blastema sono ora in tour.
Ricordavo la loro esibizione lo scorso anno, al concertone del Primo Maggio: timidi i musicisti e già così aggressivo e maledettamente rock negli atteggiamenti il cantante, Matteo Casadei.
Ma ciò che vidi quasi un anno fa in Piazza San Giovanni era tutt’altro rispetto allo spettacolo live del Circolo degli Artisti di ieri sera.
Il rock dei Blastema può piacere come no, de gustibus – di certo, senza la presenza di Casadei le esibizioni live si ridurrebbero a qualcosa di già visto, assaggiato e commentato, ma soprattutto…piatto.
Il palco vede gli strumenti posti su tre lati, come una cornice aperta per lasciare i dovuti spazi al cantante davanti e nel mezzo. Sullo sfondo impera uno schermo, sul quale viene proiettato il logo del gruppo.
Puntuali alle 22, nessuno in apertura: ecco che entrano in scena e si inizia con lo spettacolo.

AUDIO: Inizialmente ci sono dei problemi, non si sente bene la voce del cantante durante i primi due pezzi.
Dopo le esitazioni iniziali, tuttavia, il concerto prende il volo e non c’è più nulla che ne può contrastare l’andamento della serata.

SETLIST: L’apertura è affidata a 3 Puntini, per proseguire poi con Synthani e Dopo il due: è evidente che ci si concentra su Lo stato in cui sono stato, l’ultimo album.
Non si disdegnano tuttavia i vecchi pezzi quali Canzone da tre euro e Sperma.

MOMENTO MIGLIORE: Fra luci che si alternano dal blu al rosso, con qualche sprazzo illuminato, il live si è sviluppato attorno le folli movenze del cantante che sovente si è avvicinato al pubblico, partecipe, per cantare insieme.
Forse, però il momento più interessante è stato quando Casadei è salito sul palco ad inizio serata, con molta scioltezza e ben poco equilibrio: l’atteggiamento da vecchia star consumata, in un giovane musicista, è qualcosa che mi regala sempre il sorriso.

PUBBLICO: Forte la presenza femminile, sebbene in prima fila fossero numerosi più che altro i maschietti, armati di reflex e di polmoni d’acciaio: fra uno scatto e l’altro (rigorosamente con il flash, lo vogliamo sottolineare) si sentiva la partecipazione del pubblico, che sicuramente ha sorpreso per la fascia d’età coperta.
Fermamente convinta di trovare orde di tenn ager, i Blastema hanno in realtà un seguito ben assortito e “maturo”: altro che musica da ragazzine, l’età media presente in sala era la mia. Ed io, ormai, ho raggiunto i 30.

CONCLUSIONI: La serata non è andata male da un punto di vista numerico. Con le solite (dovute) riflessioni del mercoledì sera, poteva andare decisamente peggio. Invece i Blastema son riusciti a stanare da casa, nonostante la pioggia, un buon numero di fans. L’unica pecca?
Non sarà stato il palco dell’Ariston, e poco importerà a chi ha cantato tutto il tempo con loro applaudendo e gridando di continuo. Detto ciò, resto dell’idea che un musicista che beve birra in quel modo, mentre è su un palco per cantare, non è un bello spettacolo, soprattutto se è già allegro all’inizio del live.
Se pensiamo al poco equilibrio mostrato on stage, dopo un po’ svanisce il pensiero di “vabbé, è solo scena” ma subentra quello del “che fine hanno fatto i bravi ragazzi di un anno fa?”.
Insomma, va bene godersi la vita, ma attenzione al messaggio che si trasmette.
Soprattutto se lo si fa da un palco, ecco.