Steve Hackett @ Teatro Romano – Verona, 21/07/2013

Steve Hackett

ATTITUDINE E VISUAL
E’ nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Verona che a distanza di pochi mesi torna in Italia Steve Hackett, chitarrista storico dei Genesis.
E proprio con il Genesis Revisited Tour regala un’emozione unica ai circa 2000 spettatori presenti, partecipi e raccolti per uno spettacolo che gli amanti del progressive non possono farsi assolutamente mancare.
Nonostante i pronostici, il maltempo ha lasciato spazio ad una serata estiva che con un clima caldo ma per nulla afoso si è guadagnata menzione per uno dei concerti migliori di questa estate 2013.
Hackett, sobrio nel vestiario e timido sul palco, è stato accompagnato in questo tour da un cantante ed altri cinque musicisti polistrumentisti di levatura.
Grande l’affiatamento sul palco ed un’accoglienza impressionante da parte del pubblico presente: a riprova che a distanza di tanti anni, i Genesis hanno lasciato un segno tangibile nel cuore dei loro fans.
Il giusto contrappeso all’introverso Hackett?
L’esuberanza del cantante, Steve.
Di primo acchito si nota subito una somiglianza fisica con Robert Plant: capelli lunghi, ricci e biondi, ma nell’atteggiamento molta teatralità, quasi a calcare le orme dell’inimitabile Peter Gabriel.
Molto brava (e delicata) anche la seconda cantante – nonché terza chitarra: Maddalena.
Una voce soave e leggera che ha reso eterei e sognanti alcuni pezzi eseguiti in coppia con la chitarra solista di Hackett.

AUDIO
Acustica spiazzante, il Teatro Romano è uno scenario storico insolito per un concerto rock.
Solitamente luogo dedicato ad opere e balletti, l’acustica è tuttavia l’ideale per esaltare i virtuosismi delle chitarre.
Peccato che a volte, in certi passaggi, sia stata sacrificata la voce del cantante a favore proprio delle chitarre e della batteria.

Steve Hackett

SETLIST
Due ore e mezza di concerto, che hanno visto l’esecuzione di un repertorio da sogno: gli anni d’oro dei primi Genesis, quelli con il grande Peter Gabriel al timone del gruppo.
Dancin’ with the moonlit knightThe Musical BoxShadow of the Hierophant…sono solo alcuni dei titoli eseguiti durante la serata.

MOMENTO MIGLIORE
In assoluto, l’esecuzione di The Musical Box, che ha lasciato spazio agli assoli di chitarra diHackett che hanno fatto tremare il Teatro ed infuocato l’animo del pubblico.

PUBBLICO
L’età media dei presenti è alta, per lo più sessantenni coetanei di Hackett che hanno vissuto la prima ora dei successi dei Genesis.
Ma anche tanti adolescenti e bambini, accompagnati dai genitori ad ascoltare i pezzi simbolo del progressive rock britannico.

LOCURA
Due particolari hanno catturato la mia attenzione.
Accanto a me un signore, sulla settantina, munito di registratore e cassette: “Mica me lo perdo Steve! Registro tutto e porto a casa da mia moglie, così pure lei si ascolta il concerto”.
Ed un bambino, piccolo, all’incirca sui cinque anni.
Durante il concerto ha mosso le braccia a tempo fingendo di suonare la batteria: non è mai andato fuori tempo, ed ha cantato con entusiasmo tutti i pezzi proposti.
Insomma: altro che PSY, questo bimbo sì che cresce bene!

Steve Hackett

CONCLUSIONI
Anche Steve Hackett è di fatto un musicista da non perdere: per tutti coloro che hanno amato i Genesis e per quelli che non conoscendo questo pilastro storico ma apprezzano in ogni caso il progressive.
La grinta e la perfezione, due elementi che di rado si riscontrano nei live, sono qui elementi essenziali.
Si sale sul palco con una certa sicurezza, dovuta a decenni di attività musicale, che rende ogni concerto un “colpo sicuro”: un musicista innovativo Hackett, una personalità musicalmente estrosa e raffinata che colpisce al cuore.
Non a caso, assieme a SpringsteenYoungUriah HeepMcCartney ed altri “vecchietti rockettari” merita di essere vissuto live il prima possibile.
Se non altro, perché l’esperienza conta ed è notevole il tacito insegnamento che a questi concerti viene trasmesso ai giovani.

(non sembro Nonna Pina quando dico che i “vecchi” sono i migliori?)

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