Hai Paura Del Buio? Festival @ Auditorium Parco Della Musica [Roma, 13/09/2013]

Hai paura del buio? un disco che muta sembianze, forme e colori trasformandosi in un festival. Un manifesto d’intenti in divenire che prende vita dalla contaminazione delle arti, rifuggendo la passività e abbattendo i confini tra i generi mediante il dialogo e l’interazione tra forme espressive tanto differenti quanto vicine tra loro. È la piazza ideale dell’arte dunque l’anima del festival che, tra musica e teatro, pittura e poesia, danza e arti visive, diventa simbolo fisico e luogo tangibile.

Afterhours

Dopo la prima data di Torino, il festival approda così all’interno dello scarabeo architettonico dell’Auditorium Parco della Musica per condurre i presenti lungo le diverse strade di una passeggiata itinerante e multidisciplinare che viene inaugurata nel pomeriggio in Sala Petrassi dagli stessi Afterhours.

Salgono sul palco vestiti di bianco proponendo un live set di mezz’ora intenso e intimo che parte con Padania, Ci Sarà Una Bella Luce, Spreca Una Vita, Metamorfosi, Costruire Per Distruggere e si conclude con La Sottile Linea Bianca e Bungee Jumping

L’itinerario sensoriale del festival si sposta poi in Cavea, per l’occasione suddivisa in tre piccole sezioni, per lasciare spazio alle improvvisazioni teatrali e alle pennellate rituali di Orodè Deoro, dove musica, parola e pittura si fondono in un interessante mosaico sperimentale e coinvolgente. Segue l’avanguardia contemporanea del progetto Der Mauer di Enrico Gabrielli che in compagnia di  Sebastiano De Gennaro manipola i suoni, i ritmi delle composizioni fino a riproporre il minimalismo di “Clapping Music” del musicista statunitense Steve Reich con l’ausilio del battito delle mani e si passa alle suggestioni corrosive di Stefano Pilia accompagnato per l’occasione da Rodrigo D’Erasmo e Xabier Iriondo.

Nebulae

Arriva anche il momento della poesia quella che si percepisce fino in fondo e si ascolta live con tutta la forza dirompente della parola e che si dirama tra la Sala Petrassi con lo Slam Poetry Contest e la Cavea pronta ad accoglie Pierpaolo Capovilla con i versi del poeta di “Poesie Della Fine Del Mondo, Del Prima E Del Dopo” (1961), Antonio Delfini.

È musica concettuale invece quella degli OopopoiooO di  Vincenzo Vasi e Valeria Sturba  giocata tutta su synth, theremin e campionamenti vocali che precede l’esibizione, in Sala Petrassi, del Chamber Trio (piano, violino e violoncello) composto da Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo e Angelo Maria Santisi, regalando una delicata ed elegante digressione classica sulle note di  Schubert.

Enrico Grabrielli torna poi in Cavea con l’Orchestrina di Molto Agevole (Liscio d’Antan) e sono le atmosfere da balera a far scatenare il pubblico presente a suon di “Rosamunda” e “Oh campagnola bella”. Nel festival itinerante di Hai Paura Del Buio? c’è inoltre spazio per le video installazioni di Graziano Staino e Max Papeschi, la musica terrena e dalle sonorità naturali dei Blastula e le danze di Nebulae, duo composto da Eleonora Di Vita e Mariangela Ghilarducci, tra rivisitazioni in chiave classica di Smells Like Teen Spirit e gabbie metalliche.

La pittrice e performer Valentina Chiappini si muove poi tra il pubblico col volto coperto e circondata di palloncini, lanciati successivamente al cielo liberi di volare, e distribuendo un sacchetto con dentro un uovo, sorta di allegoria simbolica e concreta volta a racchiudere il senso dell’intero stato dell’arte.

Niccolï Fabi

Il secondo live della giornata degli Afterhours è affidato ai brani storici del gruppo da Non È Per Sempre, Ballata Per La Mia Piccola Iena, 1.9.9.6., passando per Voglio Una Pelle Splendida, Male Di Miele, Ci Sono Molti Modi, e Quello Che Non C’è. Ed è un tripudio di gente, a cantare e ballare, in visibilio tanto da non accorgersi nemmeno che durante Voglio Una Pelle Splendida per pochi secondi il mixer va in tilt abbassando totalmente il volume degli strumenti. Ma sono i ricordi e l’adrenalina, i sorrisi e i brividi impressi nei volti del pubblico a creare l’emozione maggiore del live, che ha visto anche la presenza di Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) con la sua Cara Catastrofe e la cover di Summer On A Solitary Beach di Battiato.

Le profondità più amene dell’anima vengono smosse e sconvolte dalla lettura di alcuni passi di Apnea di Lorenzo Amurri, romanzo che narra delle difficoltà e della quotidianità di chi è costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale, accompagnato dalla musica di Niccolò Fabi (Immobile e Solo un uomo). Un reading commovente e devastante al contempo.

La chiusura del festival è infine affidata al Teatro Degli Orrori che in una Sala Petrassi gremita di gente apre il suo live con Direzioni Diverse accompagnato da Marina Rei. Segue Il Turbamento Della Gelosia, Maria Maddalena, Monica, Majakovskij, La Canzone Di Tom e Lezione Di Musica in compagnia degli Afterhours al completo.

 Il Teatro Degli Orrori

Un festival coraggioso e interessante dunque, un esperimento che, pur con qualche pecca legata alla logistica degli spazi e alle modalità di ingresso soprattutto se si paragona la data torinese a quella romana, ha come punto di forza la voglia di fare allontanandosi dall’immobilità e la smania positiva di creare attimi di arte condivisibile, idee comuni da portare a compimento in modo tale da renderle davvero accessibili a tutte, dissolvendo la paura e diradando il buio dell’inazione.

Il terzo e ultimo appuntamento del festival si terrà il 30 Ottobre, all’Alcatraz di Milano, in occasione del Soleterre ReLoveUtion festival. Il ricavato dell’evento andrà interamente devoluto all’associazione Soleterre Onlus.

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