GOAT: il sacrificio dell’individualità per il bene della collettività

GOAT

C’era una volta e c’è ancora, una tradizione musicale tramandata di generazione in generazione nata in un piccolo villaggio della Svezia, Korpilombobo, e che tra riti voodoo, stregoni e maledizioni prende forma e sostanza nella “magia” del suono. I GOAT sono i depositari di questa “memoria collettiva”, ultima incarnazione di una leggenda secolare, che, celandosi dietro maschere rituali, esplode nella commistione colorata e infinita, racchiusa nei due album World Music e Commune, di suoni dal Mondo e psichedelia. Tra simbolismo pagano e un alone di mistero, abbiamo intrapreso questo viaggio assieme a loro per scoprire qualcosa in più su questo immaginario musicale arcano ed enigmatico, immersi all’interno di un Mondo ideale fatto di condivisione, creatività e di sintonia con lo spirito, nel quale l’individualità si sacrifica per il bene della collettività. Parola dei GOAT!

 

La capra (GOAT in inglese significa capra n.d.r.) è depositaria di molti significati mistici ed è sicuramente un simbolo dalla forte valenza pagana. Che significato ha per la vostra band?

Vuol dire molte cose e racchiude al suo interno significati differenti, ma è principalmente il simbolo del sacrificio. Per noi la figura simbolica della capra sta a significare il sacrificio dell’individualità per il bene della collettività.

 

Voi vivete a Korpilombobo, una comunità in Svezia che ha un collegamento storico con il voodoo dopo che uno stregone si stabilì nel villaggio molti secoli fa. È Vero?

Si certo. Perché dovremmo nascondere qualcosa di così futile?

 

In che modo allora questa anima voodoo e mistica influenza la vostra musica?..penso per esempio a un vostro brano contenuto nell’ultimo album Commune, Bondye (che è una delle divinità voodoo per eccellenza)

Bondye è la parola che nel voodoo rappresenta il Dio, il creatore onnipotente, e con questa accezione viene anche usata nella nostra terra natia. Ha origine da vecchie influenze derivate dalla religione. La parola è così rimasta con noi. Direi che nei nostri testi si possono trovare tracce delle nostre credenze ma, sai, siamo influenzati da così tante cose che abbiamo mescolato tutto insieme.

 

Avete dichiarato che Goat, intesa come tradizione musicale, ha origini antiche e che voi siete soltanto l’ultima incarnazione e iterazione. In che modo questa tradizione secolare è stata tramandata di generazione in generazione? Come e quando ha avuto origine?

È nata viaggiando. I nostri antenati hanno viaggiato molto, scoprendo che era necessario farlo al fine di crescere in quanto essere umani. L’incontro con altri esseri umani, altre culture e religioni ha fatto loro comprendere di essere realmente un’unica anima e che tutte le nostre espressioni sono rivolte a tutto e sono per tutti, per chi ha voglia di goderne e di esserne influenzato. Questa è anche la tradizione dei Goat oggi. C’è un’apertura verso tutto, verso la voglia di scoprire, di imparare, di adattarsi il più possibile a questo Mondo che tutti condividiamo. Questa filosofia è stata tramandata di generazione in generazione grazie alla forza della musica e della spiritualità.

 

Qual è la vostra opinione sull’importanza delle tradizioni musicali in tutto il Mondo?

Le tradizioni musicali non sono mai statiche, ricordalo, e vanno condivise con il resto del Mondo. E saranno sempre aperte a essere influenzate da ciò che le circonda pur rimanendo fedeli a se stesse. E noi non ci vediamo nessuna contraddizione in questo. Tutto il contrario. Le tradizioni, per continuare a vivere, hanno bisogno di evolversi e di cambiare. È solo così che le persone possono avvicinarsi le une alle altre e questo deve essere lo scopo più elevato di quello che ognuno cerca di realizzare ogni giorno.

 

Commune, il titolo del vostro ultimo album è emblematico..che significato ha per voi?

Significa collettività, stare insieme. Il modo naturale di vivere, quello che tutti noi già pratichiamo, anche se spesso molti di noi non ci pensano o non ne sono addirittura consapevoli.

 

Come è stato il processo di realizzazione dell’album?

Il processo di realizzazione dell’album è stato come sempre divertente, come una grande festa.

 

Parlando un po’ di alcuni brani contenuti nell’album..quali significati nasconde un brano come Hide From The Sun?

Non sempre tutto va verso la luce. L’oscurità è ovunque, ma dove c’è oscurità c’è luce e dove c’è luce c’è anche oscurità. Bisogna solo trovare il modo giusto per combinare al meglio i due elementi. Se vuoi soltanto luce nella tua vita rischi di bruciarti.

 

E Words?

“Cantami le tue parole”…Si riferisce al fatto che bisogna ascoltarsi a vicenda e capirsi. Abbiamo tutti bisogno di farlo al meglio.

Ci sono differenze o somiglianze tra il vostro primo album World Music e Commune?

Dimmelo tu. Le differenze e le somiglianze provengono in fondo dall’esperienza soggettiva e spetta all’ascoltatore decidere.

La Rocket Recordings ha pubblicato anche Live Ballroom Ritual, un album che cattura una vostra performance al Camden Electric Ballroom di Londra. Cosa ne pensate di questa registrazione?

È nata per iniziativa della Rocket e noi abbiamo acconsentito. Crediamo che sia un bell’album live, anche se pensiamo siano migliori e più rappresentativi i nostri live attuali, ma quest’album ci coglie al meglio in quel determinato momento.

 

I vostri live sono molto emozionanti. Sembra quasi di assistere a un rituale che trascende la performance per dare spazio alla musica. Quali sono le vostre sensazioni durante i live e come riuscite a convertire sul palco il sound degli album in studio?

Proviamo i brani e cerchiamo di trovare il giusto modo per suonarli dal vivo, quello che funziona meglio. Difficile dire di più, davvero. Ci sentiamo sempre bene durante un live. C’è un grandissimo scambio di energie tra noi e il pubblico, la più grande energia che si può provare quando si suona. Abbastanza semplice davvero.

 

Perché avete scelto di suonare indossando delle maschere? È forse un modo per liberare la musica dalle vostre individualità?

Le indossiamo perché vogliamo essere liberi, sentirci persone, individui senza esserlo.

Ogni singola maschera ha un significato particolare?

No, le maschere non hanno alcun significato particolare.

 

C’è una relazione tra ogni maschera, i vari strumenti e i suoi esecutori?

Forse per alcuni sì…e forse per altri no.

Avete dichiarato che anche le maschere sono state tramandate di generazione in generazione e che prima di essere riportate alla luce furono “sepolte” assieme ad alcuni vecchi membri dei Goat. Quanti anni hanno le maschere allora?

Diverse migliaia di anni

Per concludere, la vostra musica sembra racchiudere l’idea di musica universale e quella capacità che consente allo spirito di raggiungere una sorta di sintonia con il Mondo. Quale definizione date alla vostra musica? Quali messaggi contiene realmente e a quale “Mondo” vuole appellarsi?

Bella domanda. La definizione che noi diamo alla nostra musica è quella di World Music, perché viene dal Mondo e appartiene al Mondo e chiunque la apprezzi può beneficiarne creativamente in qualunque modo voglia. E speriamo che la nostra musica possa essere un barlume e una lieve traccia per un futuro in cui la razza umana sia spiritualmente evoluta, imparando davvero a vivere insieme. I confini sono temporanei e le espressioni umane non sono statiche e appartengono a tutti…ma va anche bene se si desidera soltanto fare headbanging durante i concerti.