Il papa, fra le altre cose, ha fatto un disco

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Dev’essere un bel tipo Jorge.  Prima di diventare pontefice, non era difficile vederlo passeggiare sorridente per il quartiere di “Boedo” (Buenos Aires) stringendo fra le mani la sciarpa del San Lorenzo, la squadra di calcio locale. Ama il pallone, e chissà quante discussioni sul fuorigioco avrà affrontato fra una gazzosa e una tirata d’orecchi alla prima imprecazione. Un tipo alla mano, che allo sfarzo sembrerebbe preferire i poveri, come Francesco (d’Assisi) da cui prende il nome, come dovrebbe essere un Papa.

Bergoglio non è uno che le manda a dire: e la risposta che diede nel Luglio del 2013 in merito ad una domanda sulla lobby gay in vaticano fu eloquente in questo senso:

“Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, […] e dice: “non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società”. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me”

Ora, se un personaggio così descritto dovesse far uscire un disco a suo nome, a che genere musicale lo affianchereste?  Bhe, scordatevi i canti gregoriani, perché questo è un papa Rock. Infatti, il 27 Novembre uscirà il suo album debutto intitolato “Wake Up!” – e non stiamo scherzando. Gli 11 brani che compongono l’opera conterranno gli stralci dei discorsi più commoventi del Papa, mentre la musica è stata composta da don Giulio Neroni e Tony Pagliuca della band prog-rock Le Orme.

Ecco il primo singolo estratto: