Talco – Silent Town

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A tre anni da Gran Galà, è uscito il 6 Novembre Silent Town, sesto album registrato in studio per la band di Marghera, che chiude una trilogia iniziata cinque anni fa con La Cretina Commedia. Si tratta infatti anche in questo caso di un concept album in cui le canzoni segnano tappe come fossero capitoli e tracciano un percorso attraverso il quale indagare la realtà che ci circonda. Come al solito: metafore, allegorie, personaggi grotteschi, sempre in bilico tra realtà e fantasia, citazioni e riferimenti al mondo della letteratura e del cinema, danno linfa vitale a questo viaggio.

Si era iniziato con La Cretina Commedia, ripercorrendo la vita di Peppino Impastato e denunciando il peso della mafia nella storia d’Italia. Tre anni fa era stata la volta di Gran Galà, in cui l’attualità italiana veniva indagata attraverso lo sguardo, stupito prima e disilluso poi, di un personaggio che vi faceva ritorno dopo tempo.

Il tema del viaggio è una costante nelle canzoni dei Talco, e probabilmente non è un caso che i testi di questo album siano stati scritti proprio in viaggio, tra una tappa e l’altra dei tour. Dodici sono i brani di questo disco, atteso come un ritorno alla potenza musicale delle origini unita alla maturità che le esperienze e gli anni hanno portato alla band.

Si inizia con Il Tempo, e l’arrivo di un gruppo di naufraghi ai piedi di una città sconosciuta: ad accompagnarli all’interno di questa città senza nome, una vecchia senza più memoria e perseguitata dal rumore di un treno. Durante il viaggio spesso s’incontreranno personaggi inquietanti come il vuoto d’anima che sottendono; è il caso di El Sombra, un guru che incanta le nuove generazioni con sterili citazioni, e che privato di queste sente venir meno la sua stessa identità.

C’è spazio anche per un omaggio al grande Maestro Monicelli: in Via da Qui la zingarata della morte messa in scena è una denuncia alle continue tragedie e stragi oscure d’Italia. I riferimenti ai momenti scuri della nostra storia continuano nel primo singolo estratto dall’album: Dalla Pallida Mirò, è una dolorosa dedica ad una madre che ha perso un figlio, ammazzato senza motivo dalla polizia. Altra importante dedica si trova sul finale. Nella Strada, vede un vecchio intento nella raccolta di rifiuti urbani per ripulirli e dar loro nuova vita, evocano così la figura semplice e determinata di Don Gallo. L’immancabile, malinconica, ballata del disco è Ovunque: qui si raccolgono i ricordi, le delusioni, i rancori, di un vecchio partigiano che ritrova la sua terra dopo 70 lunghi anni.

In chiusura del disco i toni tornano quelli di una carovana che ancora non ha voglia di fermarsi. Infatti, con Malandia i Talco salutano tirando le somme degli ultimi 10 anni di strada: dalle critiche da parte di chi pretendeva di dir loro cosa fare, ad un presente di cui essere sicuramente fieri e che li vede circondati da un crescente consenso e supporto di pubblico.

I dischi dei Talco, gli ultimi tre sicuramente, hanno una caratteristica: non si può pretendere di capirli ad un primo ascolto. Quello che arriva subito, ed avviene con rinnovata potenza in Silent Town, è la musica, il ritmo, le sonorità che fondono sapientemente le origini ska punk della band con influenze folk, klezmer, cantautoriali. Questa è la forza del gruppo, quello che permette loro di esprimersi al meglio negli show dal vivo coinvolgendo migliaia di persone nei palchi di tutta Europa.

Per comprendere veramente Silent Town occorre prendersi tempo, lasciare che ritmiche e melodie scorrano a memoria e concentrarsi sulle parole. Ecco allora che si entra nella storia. Dema, il frontman e autore dei testi, ha da tempo abituato i suoi fan a questo, rifuggendo slogan o frasi d’effetto. Una scelta precisa, forse proprio per voler riservare un messaggio a chi sa prendersi ancora il tempo di ascoltare.

Il disco è stato registrato da Marc Boria Gòmez, nel febbraio 2015, presso il “Waterland Studio” di Venezia. Mixato e masterizzato sempre da Marc Boria Gòmez presso “EstudiLabedoble” di Terrassa (Cat). E’ uscito per l’etichetta spagnola Kasba Music.