Stearica – Fertile

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La primavera è da sempre lo spartiacque che divide la stasi dalla rinascita. È la stagione che rappresenta al meglio un processo di trasformazione e un sintomo di fertilità tanto interiore quanto esteriore. La primavera degli Stearica e del loro album Fertile, uscito a otto anni di distanza da Oltre, è quella più sovversiva, quella più ribelle che sfocia nell’impulso rivoluzionario. È uno sguardo, vivido, ispirato e brutale, sulla Primavera Araba e sulle proteste degli Indignados a Barcellona che plasma la materia ancestrale del suono lontana dalle parole.

Il disco, che include le partecipazioni straordinarie di Scott McCloud dei Girls Against Boys (voce in Amreeka) Colin Stetson (flauto, corno francese, sax tenore e baritono in Shāh Māt) e Ryan Patterson dei Coliseum (voce in Nur), è una coltre sonora che alterna nero caos ritmico su sprazzi di grigia quiete sibillina, tra raffiche noise, visioni math-rock e vagiti post-hardcore. Nelle oscurità remote delle trame compositive, fatte di distorsioni, suggestioni e rumori, giace una sorta di sinfonia inconscia e un incedere maestoso e collettivo che volge lo sguardo sul cambiamento all’interno di una lunga narrazione evocativa.

È un viaggio immaginario che parte, tra esplosioni tribali e ancestrali, dal Delta del Nilo, passando per l’ossessivo incedere delle strade soniche di Halite, per le montagne sonore di Geber e il disordine degli anfratti atavici di Nur, fino ad arrivare agli intrecci ritmici sommersi di Shāh Māt.

Fertile è un disco trasversale e potente, dotato di una forte carica primordiale, in cui nessun dettaglio è lasciato al caso. È la liberazione urlata col sangue, è rabbia. È il suono più profondo che dal vuoto muta in materia, conflitto figlio del nostro tempo che diviene catarsi in perenne divenire.