Isaak – Sermonize

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Che lo stoner goda di ottima salute e che ad oggi sia forse una delle diramazioni rock più apprezzate nei circuiti underground è un dato di fatto. In questo contesto i genovesi Isaak rappresentano una delle migliori espressioni nostrane, e prendendo in considerazione il percorso evolutivo della band, non sarebbe avventato inserirli nel gotha internazionale di genere, oggi.

Una maturità che scaturisce dalle trame sonore e sublima nella voce di Giacomo H Boeddu mentre sbrana letteralmente il microfono. E’ facile citare i Kyuss, i Torche o I Clutch, cosi come è facile dimenticarli durante l’ascolto. Il nuovo Sermonize vanta poesie compatte e rumorose sputate da un lanciafiamme — “Lesson nr. 1” —, preziose tessiture di basso, chitarra e batteria — accompagnate da veri ruggiti umani, “The Phil’s Theorem” — capaci di delineare una cifra stilistica altamente spendibile a livello mondiale. In definitiva, uno stile elaborato e cesellato nel tempo, figlio dell’esperienza. Si, gli Isaak sono tutto quello che ci si aspetta nel 2016 dallo Stoner: la consacrazione di una splendida realtà italiana.