Silence, Exile & Cunning – ON

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Esce il 5 febbraio ON, il primo disco dei Silence, Exile & Cunning, band divisa tra Treviglio e Crema, che prende il nome da una citazione tratta da Il ritratto dell’artista da giovane di James Joyce. L’album conta 12 brani, 3 dei quali presenti anche nell’Ep di debutto del 2013, Exù (Dadaistic Vision, Missolonghi e Last, Proximate End).

Le sonorità della band uniscono i gusti di ciascun componente, alternandosi tra Beatles, Queens of the Stone Age, vocalità vicine ai MGMT, Morphine e musica sperimentale. Apparentemente le influenze sembrano provenire da mondi diversi ma i SEC sono bravi a riunirle in un album che si ascolta tutto d’un fiato, riuscendo a ripercorrere buona parte della musica degli ultimi trent’anni — come in Split, Split, Split dove riecheggiano passaggi vocali che rimandano ai primi Pink Floyd.

Dadaistic Vision, presente anche in Exù, viene qui riarrangiata in modo da lasciarne emergere l’anima indie rock — grazie anche ad un ritornello molto orecchiabile, esaltato dalle melodie dei cori. Insieme a Missolonghi, è il brano più pop del disco.

Con Eyeliddles aprono alla sperimentazione “orientale” lasciando libero sfogo al botta e risposta fra chitarra e voce. Germ, Ransom e Suicide Side prediligono un processo di sperimentazione più avanguardistico, mettendo i sintetizzatori sugli scudi ed in secondo piano la voce — in particolare in Suicide Side questa risuona in loop nella seconda parte del brano, creando un’atmosfera davvero surreale. L’unica ballad dell’album, Solipsistic Feel cresce nel finale anticipando Last, Proximate End, brano che ricorda da vicino i The Clash del secondo periodo.

In Wildify compare Riccardo Bianchi alla tromba, ingaggiando uno splendido dialogo con il comparto chitarristico, esaltato nel ritornello. Segue S.G.A.N.G.A.R.A., penultimo della tracklist e unico brano strumentale, dove a far da padrona è la chitarra: distorta, dissonante, virtuosa, come a rivendicarne l’importanza all’interno del lavoro.

Buon disco d’esordio per i SEC. La crescita rispetto all’ultimo Ep è tangibile, probabilmente grazie ai numerosi live svolti negli ultimi tre anni e alla presenza di Marco Torriani (Verbal, Bangarang! e Bugo) come produttore artistico. Manca poco al definitivo salto di qualità, le premesse ci sono tutte e la voglia di sperimentare è sicuramente un grande punto di forza per una band che pesca dal passato riproponendoci la sua originale versione dei fatti.

Massimiliano Barulli

About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.