Hard Action – Sinister Vibes

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La Scandinavia come ultimo baluardo contro l’estinzione di quel rock, che passando per la Detroit di Stooges e MC5, abbracciò l’urgenza del Punk — Ramones — e l’immediatezza del basso di Lemmy KilmisterMotorhead. Gli Hard Action vengono da Helsinki, e sembrano i cugini bastardi degli Hellacopters. Del resto, Gyntsä (voce e chitarra), Aapee (basso), Markus (batteria) e Ville (chitarra) sono cresciuti a pane e punk-rock, tenendosi in forma nel pomeriggio con una merenda a base di Hard Rock Seventies.

Una potenza di fuoco che esplode fin da subito dalle chitarre — à la Nick Royale — dell’openerDead Dogs“: roba che clamorosamente non avrebbe sfigurato nel secondo lavoro dei paladini Svedesi di genere (Hellacopters ovviamente), “Payn’ The Dues“. Una prova figlia di quella cultura, che nel nord Europa non si è mai estinta e che sovente scopre nuovi eroi a promulgarne il verbo: come capitò ad inizio 2015 con lo stupendo Hadeland Hardcore dei The Good The Bad and The Zugly.

Quando abbassano il ritmo si avvicinano alle produzioni più bluesy del Deniz Tek solista, affondando in quell’immaginario Australiano che dopo il passaggio dei Radio Birdman s’innamoro in crescendo dell’estetica propria di band che della Detroit erano simbolo e segreto ben celato — Sonic’s Rendezvous Band.  Una delizia per pochi.