Il nuovo singolo dei Blink 182 FA SCHIFO, ma ha una coscienza

Ci siamo, sempre che a qualcuno ancora importi, almeno nel nostro paese. Oggi è infatti il giorno di “Bored To Death”, il nuovo singolo dei Blink 182, o di quel che ne rimane, dato che, come sappiamo, Tom DeLonge ha lasciato la band, l’ha fatto di nuovo, e stavolta pare che sia una cosa definitiva. Al suo posto è subentrato Matt Skiba, già cantante e chitarrista degli Alkaline Trio. A lui l’ingrato compito di cantare e suonare dal vivo tutte le parti che furono di DeLonge. Un compito ingrato non certo per ragioni di tecnica musicale, ma per altri motivi, che attengono all’impossibilità di replicare l’irreplicabile, e questo al netto, lo ripetiamo, della caratura tecnica di DeLonge. Insomma, l’effetto tribute-band era ai limiti dell’insostenibile, durante le esibizioni dal vivo di Skiba, qualche mese fa.

Ma adesso è arrivato il momento di guardare avanti, perciò basta con le vecchie canzoni. Un nuovo repertorio ci aspetta. “Bored To Death” è il suo biglietto da visita. Per l’album invece, intitolato “California” (senza fornication, brutto segno), bisognerà aspettare un paio di mesi. Ma com’è questo singolo? Com’è questo nuovo inizio con Matt Skiba? Una schifezza, lo diciamo senza indugi. A livello di produzione, sembra un pezzo dei 5 Seconds of Summer con un trio di quarantenni al posto dei 5 Seconds of Summer. E non solo a livello di produzione. Anche il ritornello è fra i più impersonali di sempre. Si sente, si sente l’assenza di quello stonato di DeLonge, che però le canzoni le sa scrivere. E metti anche che Skiba non è pervenuto, se non come sfondo corale. Ci sono alcuni tocchi alla Blink, ovvio (ma è quasi un mero fan-service). C’è la batteria di Travis Barker che introduce il brano. C’è l’arpeggino di chitarra che tanto ci ricorda “Adam’s song”. Ma la realtà è che mancano i Blink 182, e si è voluto mantenere il brand perché altrimenti, con un gruppo nuovo di zecca insieme a Matt Skiba, si sarebbero staccati meno biglietti, e venduti ancora meno dischi rispetto al precedente “Neighborhoods” del 2011, che già non aveva fatto sfracelli. Sarà davvero così? A volte a pensar male ci si azzecca.

Però, però, c’è un però. Il brano, è vero, è lontano anni luce rispetto ai passati successi della band, ma la cosa interessante è che, in qualche modo, attraverso le liriche, è lo stesso brano a denunciarlo:

“And it’s a long way back from seventeen

 The whispers turn into a scream

 And i’m not coming home

Save your breath, i’m nearly

Bored to death and fading fast

Life is too short too last long

Back on earth, i’m broken

Lost and cold and fading fast

Life is too short too last long”

Commiato commovente? Furbata? Furbata commovente? Nel dubbio, a noi sembra che questo brano, grazie alla voce e alle liriche di Mark Hoppus, bassista e storica controparte di DeLonge, abbia perlomeno una coscienza, o meglio, un doppio fondo, come nei cassetti, che ne consente un’ulteriore lettura, quasi meta-testuale: in superficie, il classico discorso sugli anni che passano, sugli acciacchi che aumentano, le speranze che svaniscono, e gli incubi che diventano sempre più brutti, ma al di sotto della superficie, così ci viene da pensare, c’è l’amara consapevolezza della fine dei Blink 182, e del fatto che la musica di un tempo non tornerà più. Altro che nuovo inizio. Figuratevi che nella copertina dell’album, un fumetto pop alla Roy Lichtenstein, c’è una bionda che piange in auto con uno scheletro capelluto alla guida. “We’ll go over and over and over”. Recita un coro verso la fine. Beato chi ci crede.

P.S: il brano da oggi sarà disponibile su I-Tunes

 

 

  • Beginner

    mmm…la canzone non è niente di che ma tu dovresti cambiare lavoro o hobby (spero), perché a parte scrivere male racconti fesserie. Tom delonge insostituibile dal vivo? Tom sa scrivere canzoni ADESSO?

  • Marco Valerio

    Sono rimasto molto colpito da questo astio ingiustificato nei miei confronti. La prego di moderare i toni. Siamo in una democrazia ed è giusto che tutti abbiano diritto di parola, anche i meno avvezzi all’arte del linguaggio, ma c’è un limite alla prepotenza, alla villaneria, all’essere marrani. Pertanto le auguro una buona prosecuzione di giornata, e la invito a rivalutare le capacità compositive del DeLonge, dato che si allude alla qualità “diffusa”, e non ai 4-5 capolavori di un tempo. Distinti saluti.

  • Beginner

    Ha ragione, ho esagerato. Le chiedo scusa.
    Ma l’articolo era troppo una “stroncatura” su un album che deve ancora uscire. In ogni caso ho sbagliato