Deadsmoke – S/t

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La tua anima è già bruciata, il fumo è ciò che ne rimane

Ecco una presentazione che ben descrive i miasmi rilasciati al passaggio di questo esordio omonimo. Ma andiamo per gradi. “Deadsmoke” nasce dall’incontro sulle spiagge nostrane fra Gabriele Fiori di Heavy Psych Sounds, ed il power trio. Birre e idee su di una, ai tempi, futura collaborazione che oggi regala i primi frutti. E che frutti. Dritta verso la propria cifra stilistica fin dal nome, la band è il prodotto vorticoso di una combustione mortale. Nati nel 2015, hanno cesellato velocemente le proprie sonorità inizialmente legate alle dinamiche Stoner, sbranando la melodica in favore dello Sludge/Doom che possiamo apprezzare nel loro primo lavoro in studio.

Un suono profondo e sporco che nella sua pesantezza lascia intravedere tutte quelle influenze che i nostri giostrano magistralmente come una band consumata. Nel tempo, relativamente breve di 30 minuti, i Deadsmoke condensano un prodotto che possiede il doppio del peso atomico dell’uranio. Dalle più che evidenti derive riconducibili ai fantastici Ufomammut – “Branches Of Evil” –, la band conduce lentamente l’ascoltatore, come un lupo trascina la propria preda, all’interno di un denso e violento caleidoscopio a tinte di grigio. Sleep e Goatsnake sugli scudi, ma non solo. Le cinque tracce di questo esordio scavano a fondo nel genere, portando in superficie i sentori radioattivi della più interessante scena scandinava. Parliamo di quelle soporifere esalazioni tossiche di band del calibro di Monolord e Spelljammer, calate fino a noi come un manto radioattivo.

Lasciarsi attraversare da questo oscuro veleno sarà una delle cose più eccitanti della stagione musicale.