Black Flag – Damaged

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1981 SST facebook

Proprio quando il ciclone scatenato dal Punk inglese sembrava in via d’esaurimento, un manipolo da band californiane reinventò il genere rendendo il suono ancora più violento e abbandonando gli stilemi estetici tipici del movimento, lasciando terreno fertile alla nascita dell’Hardcore californiano.

Le band simbolo di questo nuovo movimento rispondevano al nome di: Germs, Dead Kennedys, Circe Jerks e appunto i Black Flag. A dire il vero sembra che i primi a suonare questo genere musicale furono i Minor Threat, pur senza pubblicare un disco vero e proprio – negli anni ’90 uscì la discografia completa incisa in un unico album, “Complete Discography” appunto. Non a caso vengono citati un po’ da tutte le band venute in seguito come veri padri di questa musica.

I Black Flag, dopo un periodo di gavetta nei locali della zona “losangelina” e numerosi cambi di formazione annoverano tra le proprie fila il nerboruto frontman Henry Rollins, che si va ad aggiunger a Greg Ginn (chitarra, autore della quasi totalità dei brani), Chuck Dukowski (basso), Dez Cadena (chitarra e voce) e Robo (batteria) . Trovata così una formazione stabile la band può finalmente pubblicare il suo primo lavoro in studio. Proprio la terrificante presenza di Henry – allora coi capelli lunghissimi ,alla faccia della moda Punk –, e la sua potentissima ugola sono la chiave del successo di questo folgorante esordio.

Fino ad allora nessuno aveva mai suonato nulla di così violento, tanto che al confronto MC5 e Stooges sembrano delle scolarette. L’ensemble californiano presenta 15 pezzi corti e infuocati – solo 2 canzoni superano i 3 minuti –, caratterizzati da una sottile vena ironica che si contrappone al forte contenuto politico dei brani. Del resto, moltissime canzoni contenute in questo album, diventeranno in futuro veri punti di riferimento per chiunque voglia affacciarsi alle dinamiche di genere; mentre il “personaggio” Rollins ha caratterizzato un nuovo modo di essere frontman – distante anni luce dagli stilemi a cui eravamo abituati.

Tra i brani spiccano “Police Story” la cui strofa iniziale è diventata una sorta di inno:” This fucking city, is run by pigs, they take the rights away, from all the kids”. “Rise Above” (ripresa anni dopo dai Sepultura) , e “Gimmie Gimmie Gimmie”. “Damaged I” rappresenta il brano più controverso del disco, con Rollins che urla come divorato dalle fiamme, mentre la band produce suoni lancinanti e spettrali. Inconfondibile l’intro di basso di “Tv Party”, come la terrificanti divagazioni (musicali) sul tema di “Depression“. Un album da ascoltare a volume altissimo e tutto d’un fiato, una vera bomba sonora di rara potenza capace di cambiare per sempre il contesto di genere.