CONFRONTATIONAL – KINGDOM OF NIGHT

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Dopo la recente notizia della ristampa in edizione limitata del precedente “A DANCE OF SHADOWS” (2015) a cura della Bronson Recordings, ad un anno di distanza torna Massimo Usai aka CONFRONTATIONAL. L’artista sardo, con il nuovo “KINGDOM OF NIGHT“, alza – se possibile – nuovamente l’asticella qualitativa verso l’alto, puntando sul binomio melodia/cupezza e proponendosi come uno dei migliori autori di genere del panorama mondiale.

L’incipit della seconda prova va però ricercato nelle origini – di Massimo. Nelle atmosfere di una terra natia che cela nel proprio esoterismo mediterraneo tutto il fascino selvaggio di un’isola meravigliosa. Parliamo ovviamente della Sardegna, precisamente di Cagliari, città da cui il nostro ha attinto buona parte di quelle sensazioni poi tradotte in musica. Un terra rigogliosa che funge da contraltare a quel sentimento artificialmente oppressivo insito nei nostri tempi: luogo in cui la notte assume ancora una valenza mistica del tutto riconducibile al rapporto, forse atavico, legato alla comunicazione fra isola e resto del mondo. Location ideale in ottica di disconnessione temporale dal nostro presente; quantomeno evocativa nella ricerca di sensazioni primitive legate all’isolamento. Ed è proprio in quest’ottica che emergono i demoni synthetici presenti all’interno del nuovo splendido lavoro. Perché nel “Regno della notte” tutto non è come sembra e l’illusione può giocare brutti scherzi.

Nove brani dall’intensità sconvolgente che giocano questa volta sull’aumento del ritmo, sul battito cardiaco, mutuando l’incedere emozionale dei film di Carpenter – il cui figlio Cody appare al Synth in “Crimson Curtains“. Più cupo, sicuramente profondo del suo predecessore, “KINGDOM OF NIGHT” mette l’accento sulla melodia alla ricerca dell’anthem crepuscolare. L’openerKingdom Come” (à la Goblin) – ricordate le splendide colonne sonore per Dario Argento? – apre le porte dell’occulto, mettendo fin da subito le cose in chiaro sull’evoluzione stilistica del progetto CONFRONTATIONAL. E’ infatti un’elettronica in odore di eighties quella che si fa strada fin da subito come un’orda di incubi fuoriusciti dal vuoto, catapultandoci all’interno di un universo parallelo dominato dalle ombre, dove nulla è dettato dal nostro volere ma strumentalizzato dai bassi istinti. I Depeche Mode più malvagi della storia fanno capolino da “Midnight Wings” attraverso una malinconia cinematografica portata in dote da Ugo Laurenti – il compositore italiano dietro “Nocturnal Voices” di Pupi Avati. C’è l’apporto di Tony Kim nell’incalzante “Stand Your ground“, mentre il punto più toccante dell’opera viene raggiunto con l’ossessiva “Keep Faith” mediante il contributo vocale di Hélène De Thoury – meglio conosciuta nella scena Cold-Wave francese come “Hante“.

Un disco eccitante e pericoloso, che racconta tanto dell’animo umano quanto di certa Dark-Wave dai tratti esoterici, rileggendo il tutto in chiave moderna. Fra i candidati a disco dell’anno.

Data:
Album:
CONFRONTATIONAL - KINGDOM OF NIGHT
Voto:
51star1star1star1star1star