Tremate, tremate, le Pussy Riot son tornate!

La vagina è mia e guai a chi me la tocca. Potremmo riassumere così, e persino con sospetto sessismo, il senso dell’ultimo brano/manifesto/provocazione ad opera delle Pussy Riot: agitatrici culturali, provocatrici punk per vocazione,  osteggiate dal Potere (vedi l’esperienza nelle patrie galere di Madre Russia), ma mai dome.

Si sa che la provocazione è materia pop. Lo è per ragioni intrinseche. E se il corpo della donna (ciao maschio, ciao) è costantemente al centro di un discorso culturale che è insieme politico, e storico, e morale, per giunta bio-etico, il femminismo non può che rinascere attraverso una canzone,  o meglio, un video-clip. Ecco a voi “Straight Outta Vagina”. Per marciare (ballare) nella piazza virtuale.