Monsternaut – S/t

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Colate laviche di rumore che piombano su macigni Stoner; Garage corrosivo che erode muri di suono insormontabili, Rock desertico su zampilli oscuri e ruvidi di suoni: dalle fredde lande finlandesi i Monsternaut con questo album omonimo sovvertono le prospettive. Ben lontani dal gelo della loro terra d’origine e dalla cupezza di un certo Metal, forgiano un disco che brucia e divampa, scoppia e trema nel suo magma incandescente di suoni.

All’interno di un’esplosiva miscela di riff energici, di suoni che hanno il sapore e la consistenza della roccia più irregolare, scorrono tumultuose le nove tracce del disco; mentre la voce di Tuomas Heiskanen, che corre spesso sulla via della declamazione graffiata, si muove su faglie dal sapore Proto Punk – a metà strada tra Alice Cooper ed Iggy Pop.

Il suono di un motore deflagra in Dog Town, lasciando poi il passo ad incessanti e maestosi riff (Back For More, Mountain Doom, Caravan, Dragons), pesanti come macigni, oscuri e densi come la pece (Black Horizon, Volcanos, Mexico).

Tutto spesso derivativo certo, con forti richiami a certe visioni che furono di Fu Manchu e Kyuss, ma fatto con potenza e rabbia. Il disco conserva infatti un sound selvaggio che rovente esplode nelle orecchie, ustionando l’ascolto. È il giusto veleno per raggiungere l’oblio uditivo.

Data:
Album:
Monsternaut – S/t
Voto:
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