The XX – I See You

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Dai pezzi che hanno anticipato I See You (“On Hold“, “Say Something Loving“), dalle interviste e dalla copertina vitrea si è cercato di evincere una specie di svolta solare degli xx: leggerina, vitale e giovanilistica. E di conseguenza, ci si è predisposti ad un abbandono di  quei tratti distintivi che hanno fatto degli xx quella cosa che sappiamo.

Ebbene, si va in play con l’opener “Dangerous” e subito la sua morbida aggressione di fiati e campionamenti basta per tranquillizzarci: niente svolta sintetico-sbarazzina. I colori, invece sì, quelli ci sono. E sono all’incirca i colori di Jamie xx (In Colour, 2015) impiantati su un lavoro che conserva il tratto gotico sognante in modo inalterato. Il disco solista di Jamie xx e questa odierna rilettura di un r’n’b bianco nel tessuto dreamy più canonico significano qualcosa di molto importante. Importante  come la conquista di un’espressività che nel suono degli xx dei primi due album era solo compressa in un meccanismo dal sapore preparatorio.

A voler essere riduttivi in modo irritante potremmo dire che i primi due lavori, visti da angolazione superficiale, parevano delle raccolte di ottime intro. Ora, a parte le esagerazioni, non si può certo trascurare ciò che quel suono aveva significato. Ma è anche vero che quell’elegante gioco di vuoti non sarebbe stato reiterabile all’infinito.

La via di fuga in verticale rappresentata da I See You è frutto di tanti fattori. Primariamente è frutto della padronanza dell’uso dei samples che diventano l’impasto di base e non accessorio di canzoni fatte e finite. Si prenda a proposito “Lips” che macina superbamente la glaciale e straniante “Just” usata da Sorrentino in Youth. I See You è anche frutto di quell’evoluzione del rapporto umano che vuole i tre in perfetta contiguità anche oggi che sono riconoscibili singolarmente. E poi, loro per primi avranno capito che restare gli xx di “Islands” nel 2017, li avrebbe infilati nel vicolo dove ambirebbe a rinchiudersi  tanta gente da talent, sezione “band”.

Si diceva di Sorrentino, di Youth, del gelo e della carica cinematografica e descrittiva di queste 10 canzoni in uscita. Allora viene in mente un altro film come White Bird In A Blizzard, pellicola spettrale e sospesa di Gregg Araki  ambientata nei tardi ’80. Un’opera, quella, interlocutoria per alcuni e troppo adolescenziale per altri (abbiamo un problema con la giovinezza, è evidente). Ecco, verrebbe voglia di rieditare quel film per metterci dentro anche “Replica“, la traccia numero 6 di I See You: un’implosione di nostalgia, specchi, freddo gelido, Cure, Cocteau Twins e (da oggi si può usare come categoria) xx.

 

Data
Album
The XX - I See You
Voto
5