Ono – Colonie

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Savignano sul Rubicone é una piccola cittadina in provincia di Forlì-Cesena. Territorialmente più vicina al trittico delle meraviglie “Bellaria-Santarcangelo-Rimini”, se ne fotte bellamente di quel mood, facendo spallucce e promuovendo uno stile di vita spartano – l’estetica per aperitivo e giacca a vento della Colmar qui sembra non attaccare. Poi, la vicinanza degli stabilimenti industriali (sementi) l’ha resa negli ultimi anni un vero crogiolo di razze e nazionalità. Qui c’è il Sidro Club, le feste in piazza – spesso a sfondo musicale –, il Sifest, e la vicina collina/montagna da cui scendono gli esemplari più autentici del panorama Romagnolo: gente adorabile. Gli Ono vengono da questa cosa qui, ed è normale per loro, quasi fisiologico, il legame pre e post adolescenziale con la Cesenatico estiva piuttosto che la Rimini dell’ultimo ventennio.

Le Colonie si trovano a Cesenatico “Ponente” e rappresentano al contempo un ricordo “vitellone” per i più anzianotti – gente assiepata lungo i bordi dei cancelli d’entrata, nel tentativo di conoscere la bionda dell’est di turno –, ed un degradante racconto di quello che fu per le nuove generazioni. Autoscontro improvvisati pompavano sonorità capaci di appiccicarsi autonomamente al ricordo del tedesco con la zazzera; non si sa perché, sulla battigia in ciabatte e calzini. Un scontro epocale in cui tutti sembravano guadagnarci. Quello degli Ono è un racconto d’infanzia, appendice di Salsedine; non credete loro se vi dicono che è la solita “menata sul mare“. Diciamo una piccola collezione di quattro episodi di chi sulle rive ci è cresciuto. L’opener è proprio questo: un ricordo di sensazioni legate all’estate e alla condivisione di spazi con chi cela negli occhi il desiderio di qualcosa sognato a propria immagine, per poi ritrovarsi in spiaggia steso a fianco di un nonno in canottiera bianca e abbronzatura da muratore.

L’impianto con cui i nostri costruiscono le proprie canzoni comincia ad essere consolidato e riconoscibile. L’incipt elettronico in salsa orientale di “Un uomo che dorme” ne conferma la regola, insediandosi all’interno di un canovaccio che del Punk conserva l’urgenza e della canzone nostrana la liricità. Qui l’adolescenza si sposta repentinamente verso il periodo universitario, avvalendosi di lampi “visstuti” e onestà. “Babilonia” non fa mistero delle proprie affinità con le linee compositive proprie dei penultimi Justice (quelli di Audio, Video, Disco), tornando ai discorsi di cui sopra legati ad una battaglia di provincia sul  “come”: “li lasci con la loro favola bella fatta di cassa dritta, bamba ed erba“. Declamata al fulmicotone, manco fossimo sulle tracce di un combo Hardcore.

Il pregio della formazione savignanese è sempre stato quello di saper ben integrare certe chitarre ruggenti con l’elettronica spicciola ed i racconti intimi. La croccante “Risacca“, in chiusura, ci rimanda persino ad una scrittura ben dosata in rapporto alla proposta originale della band. Noi continuiamo a seguirli, sicuri che se questo connubio fra elettronica e chitarre non subirà la predominanza di una delle due parti, il prossimo disco ce lo ricorderemo. La copertina è del romagnolissimo Francesco Farabegoli. Bravi.

Data:
Album:
Ono - Colonie
Voto:
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