Black Veils – Dealing With Demons

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Se la traccia conclusiva (“Out of The Well”) dell’esordio targato Black Veils (“Blossoms“, 2015) lasciava intravedere una malcelata grinta Punk sottocutanea, oggi alla luce del nuovo “Dealing With Demons” possiamo confermarne i lineamenti; qui accentuati nell’intento di tratteggiare in maniera più efficace l’impianto (Post-Punk/Dark-Wave) portante. Giunta al secondo lavoro, la band bolognese decide di assecondare i propri istinti scongiurando le frustrazioni legate al vissuto (amore, odio, abbandono) mediante una serie di scariche elettriche provenienti da un passato gloriosamente eighties – poi rielaborato con grande mestiere.

Non stupisca dunque che “Dealing With Demons” sia stato pensato come un concept legato all’esorcizzazione dei propri demoni: e ognuno ne possiede diversi. Parliamo, nel dettaglio, della lotta intrapresa dall’uomo odierno con «i traumi e le contraddizioni tipiche del desiderio», sottolineati dalla stessa band attraverso una serie di citazioni-allusioni, forse “visioni”, nel comunicato ufficiale:

«Da Mishima (“True Beauty Attacks!”) a Dalì (“The Persistence of Memory”, “The Disintegration of the Persistence of Memory”), passando per Cohen, Morrissey (“Dealing with Demons”) e Christopher Lee (“The Wicker Man”)»

Gregor Samsa (voce e synth), Filippo Scalzo (basso) e Mario “Dada” D’Anelli (chitarra, synth e drum machine) già alla seconda prova decidono per il tutto per tutto; alla maniera di chi ha tanto da guadagnare e nulla da perdere (vista la qualità), puntando alto e vincendo l’intera posta in gioco. Perché, se il pur ottimo esordio presentava una band (dal sicuro avvenire) alle prese con un primo approccio alla materia (il Post-Punk/Dark-Wave di cui sopra), oggi le contaminazioni provengono (in maniera più convinta) anche da microcosmi musicali successivi alla scena Wave degli ottanta.

Basti pensare all’ottima openerThe Persistence Of Memory“, così pregna di chitarre nineties (Sonic Youth) e dinamiche del Murphy solista al servizio di melodia e giri di basso massicciamente oscuri. Passando per la disillusa ed InterpoladdictedNothing Is Pure“, ed i richiami allo Smith (Robert)/New Order pensiero di “The Ghost Inside” e “Reptile” – in cui i tratti melodici prendono il sopravvento. “Prinsengracht” lascia emergere tutto l’amore dei nostri per l’imprescindibile Morrissey, anche solista. Mentre sul finale s’insinuano certe dinamiche cha à la Sisters Of Mercy sapientemente calmierate dal cantato melodico di Samsa. Un lavoro che gli amanti del genere non possono perdere.

Data:
Album:
Black Veils - Dealing With Demons
Voto:
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