Priests – Nothing Feels Natural

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Katie Alice Greer oggi vive a Prince George’s County, una città nella periferia di Washington. Dieci anni nella city possono anche bastare: e poi serviva un luogo dove poter sperimentare (fare casino), magari nella mostruosità della periferia Americana – ma ci arriviamo dopo. La sua band, i Priests, sono il prototipo della Punk Rock band moderna. Distorti con gusto, freschi nell’esecuzione – talvolta fra le righe del passato spuntano riferimenti recenti e “artsy” a Karen Lee Orzolek (Yeah Yeah Yeahs) –, adottano tematiche prevalentemente a sfondo politico; qui si, alla maniera dei Punk – ricordiamo la puntata del “The Chris Gethard Show” in cui la (fighissima) Greer, al secondo pezzo, salì sul palco con una maglietta che riportava la scritta: “Black Lives Matter”, in protesta contro la brutalità della polizia americana.

Lei esteta, innamorata della fotografia di Jack Cardiff e dei film Drammatici – su tutti ricordiamo la sua passione più volte sbandierata per “Black Narcissus“, la pellicola di Michael Powell e da Emeric Pressburger, che vede (stranamente) alla fotografia Jack Cardiff –, lei tosta frontgirl dalla bellezza statuariaLoro, una band come non se ne sentivano da tempo, capace di rielaborare il Post-Punk e la No-Wave più cristallina a favore di vere e proprie invettive sociali. L’alienazione come punto cardine, qualcosa che poggia le proprie radici nell’infanzia della nostra, trascorsa in una zona periferica del Michigan e caratterizzata da quell’isolamento (dal mondo) associato ad un forte senso della privacy domestica tipico delle Suburbs americane. Un’ispirazione stranamente provocante, dirà in seguito.

Questo “Nothing Feels Natural” è il primo lavoro su lunga distanza della band, che fino ad ora si è sempre espressa mediante singoli ed Ep. Licenziato per la Sister Polygon Records – etichetta di proprietà dei Priests –, il lavoro ci riporta con la mente al periodo d’oro della musica di rottura Newyorkese, la No-Wave. Ma non solo, all’interno emergono con prepotenza tutte le più succulente influenze indipendenti dal volto femminile. Infatti, se nell’openerAppropriate” saltano facilmente all’orecchio gli ululati memori di una giovane Kathleen Hanna (Bikini Kill), con il proseguire dell’ascolto la parata si farà ben più cospicua. Già da “JJ” s’insinuano una serie di Surf guitar a piena disposizione di un impianto da far invidia agli X di Exene Cervenka, mentre con “No Big Bang” è l’animo da Riot Grrrl di Kim Gordon (Sonic Youth) a farla da padrone. La traccia omonima gioca con la Wave e “Pink White House” con il Punk degli X-Ray Spex di Poly Styrene. Se ancora non vi basta, forse, dovreste cominciare a pensare di togliere quel disco dei Genesis dalla gamba del vostro tavolino traballante in soggiorno ed usarlo per quello che è stato (erroneamente) creato.

Data
Album
Priests - Nothing Feels Natural
Voto
5