Jumping The Shark – Amami

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L’estetica del power duo è sempre abbastanza prevedibile. Cambiano i testi, le idee, le progressioni degli accordi, ma la storia (spesso) rimane la stessa. La tradizione vuole che il cantante sia anche il chitarrista e che il batterista debba inventarsi sempre qualcosa per non lasciare momenti vuoti nella composizione. Il genere ha ancora una sua riuscita, un senso, anche se troppo spesso si cade sul banale, sul ripetitivo.

A Pesaro, tuttavia, le dinamiche cambiano: sarà l’aria buona. Neanche 100.000 abitanti, un gran viavai estivo e tanta voglia di suonare. I ragazzi del Villa ‘n’ Roll ogni anno si impegnano riuscendo ad organizzare concerti di rilievo; Brothers in Law e Be Forest sono diventati, ormai, una realtà importante non solo a livello nazionale, mentre i Soviet Soviet fanno tappa fissa sui palchi dei festival italiani. Se non bastasse, da oggi aggiungeteci anche i Jumping The Shark.

Infatti, con l’uscita di Amami (Bananophono Record) la band si appresta ad entrare a pieno titolo nel novero delle novità da tenere d’occhio durante questo 2017. Un Duo abbastanza atipico poiché il batterista, Leonardo Antinori, assume qui il ruolo di cantante, lasciando così grande spazio alle invettive chitarristiche di Tommaso Tarsi (chitarra e voce). Questo garantisce ai nostri tutta una serie di soluzioni che esulano dal “semplice” power chord. Riff, virtuosismi, accordi più complessi, melodie intrecciate con la voce e tanta varietà degli arrangiamenti.

Un abisso li separa dal precedente lavoro, Fonzarelli, del 2014; non tanto per la qualità espressa, quanto per l’originalità e la maturità esecutiva. Se lo scorso album ammiccava al Punk-Rock, lasciandosi inebriare dal Blues, Amami adotta dinamiche più ampie – potremmo dire talvolta pescate dai Q.O.T.S.A più melodici, come da certo rock nerboruto à la Foo Fighters. Testi in italiano, falsetto quanto basta (“Quando Tornerai a Casa”), ritmi incalzanti intervallati a ritornelli radiofonici (“Vera Show”) e una qualità esecutiva cresciuta di livello.

Basti analizzare brani come: “Non sei diversa”, per assaporare buona parte dell’estetica dei Jumping The Shark: strofe ritmicamente intese, cori decisamente orecchiabili e ritornello melodico, quasi considerato un bridge, con la batteria che cala per poi ritornare decisa nell’incipit delle strofe successive. L’originalità nell’unire immagini musicali diverse all’interno di uno stesso brano dimostra la maturità raggiunta dal duo pesarese. La crescita della band si nota anche nei brani più lenti, quelli dalle dinamiche sfumate come “Shining” (insieme a “Marilù” e la più triste “Scomparire”) dove Tommaso Tarsi dimostra di sentirsi libero, al contrario del testo, di incastrare accordi complessi in un arrangiamento decisamente interessante.

Splendido notare, nella voce di Leonardo Antinori, quegli accenni dialettali (pesaresi) a metà tra il marchigiano e l’emiliano (“Vera Show”). Segni della loro autenticità, volontà di mostrarsi per come sono, senza barriere. I testi seguono la stessa linea artistica: diretti, schietti, al grido di: “Non mollare, non dare la colpa agli altri, se cadi è solamente colpa tua. È ora di rialzarsi”.

Amami è un album complesso, maturo, musicalmente diverso dalla “solita” concezione adottata dalle band di due elementi. I Jumping The Shark hanno trovato la giusta dimensione dove entrambi mostrano al meglio le proprie potenzialità. Se anche nei live troveranno questo equilibrio, il 2017 potrebbe essere un grande anno per loro.

Data:
Album:
Jumping The Shark – Amami
Voto:
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Massimiliano Barulli

About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.