Calm’n’Chaos – Unextraterrestrial

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Christian Cutuli è un polistrumentista romano che compone anche colonne sonore per film e cortometraggi. Con la ragione sociale “Calm’n’Chaos” taglia oggi il traguardo del primo full length, prodotto con l’aiuto di Tim Palmer – Tears for Fears, Gene Loves Jezebel, U2, Depeche Mode, Pearl Jam. “Unextraterrestrial” si muove attraverso le dinamiche di un Synth-Pop magniloquente, nel quale sembrano emergere tutte le esperienze pregresse del buon Palmer – su tutte l’accoppiata stilistica Depeche Mode/Tears For Fears.

Delicato e mirato l’uso del synth, mentre il campionamento di flauti e violini tende sempre ad arricchire il massiccio uso del pianoforte – che rimanda agli ultimi lavori di Bowie o dei sopracitati Depeche Mode, i quali si rincorrono spesso fra le ballad dell’album. Gli archi di “Mind Opera” impreziosiscono una ballata orchestrale, tanto barocca quanto gentile.

A differenza di molti polistrumentisti che tentano di enfatizzare a sproposito ogni strumento, Christian sembra levigare il tutto in favore di un bilanciamento universale. Le chitarre acustiche di “Metropolis” non hanno nulla a che vedere con l’ipotetico e utopico caos metropolitano d’ispirazione cinematografica, né suggeriscono alcuna esperienza espressionista, restituendoci una sorta di agitazione sommessa. Azzeccato il manierismo insito nei giro di pianoforte che emerge da “My Life is Changing”; mentre gli archi di “The Red Loop” delineano un valzer che coinciderà con l’unico momento movimentato dell’album.

Le ultime tracce del disco continuano a smuovere, in maniera sempre quieta, pianoforte e chitarre elettriche tanto da ricordare certi episodi à la Paradise Lost di “One Second” o “Host”. In verità, gli elementi per comprendere quest’esordio sembrano evidenti fin dal titolo dell’album. Calma e Caos; due entità capaci di annullarsi in un continuo scontro di frequenze “Non-extraterrestri” – negazione di una ulteriore negazione; una specie di iperbole che non esiste. È come se il complesso lavoro dietro la composizione dell’album, l’uso dei suoi smodati strumenti e l’abilità di controllo della produzione, siano stati ingabbiati, intrappolati, addomesticati ancora prima della loro fuoriuscita. L’ascoltatore ha la percezione che diversi elementi di “Unextraterrestrial” potrebbero scoppiare, portando l’album a delle vette ripide e scoscese; che poi questi dislivelli sarebbero inevitabilmente tornati al punto “zero” poco importa; intanto avrebbero toccato punti dell’asse Y che qui ancora risultano non coperti.

Data
Album
Calm'n'Chaos - Unextraterrestrial
Voto
2