Strand of Oaks – Hard Love

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Dopo un album di successo, con un’ottima reazione da parte della critica, è sempre difficile ripetersi. Cambiano le dinamiche, il momento, i temi, gli strumenti e la testa; certe volte non sarebbe nemmeno giusto continuare a insistere su quello che è stato e confrontarlo con quello che è ora. Heal (ma anche Pope Killdragon) è stato un album introspettivo, ricco, ispirato, che ha colpito dritto nel profondo; Timothy Showalter aka Strank Of Oaks era riuscito a far parlare molto bene si sé. Tre anni dopo (17/02/2017) esce Hard Love e la nebbia Folk Rock si disperde mostrando un panorama Grunge, ruvido, più rabbioso rispetto ai precedenti lavori.

Il punto è, tuttavia, che Hard Love sembra un “greatest hits” delle sue influenze musicali, il che non è necessariamente da considerarsi negativamente. Si alternano brani di natura diversa e con stimoli di ampie vedute: “Everything” rimanda a pieno titolo al Grunge anni Novanta in stile Pearl Jam, “Cry” è una ballata piano voce che nel cantato richiama molto il ritornello di “High & Dry” dei Radiohead, “Rest of It” lascia intravedere una Londra anni Settanta in piena euforia Clash e “Quit It” è un Rock n’ roll Blues tipico dei Rolling Stones.

Questa diversa collocazione dei brani rende interessante l’album, dimostra come Timothy Showalter riesca a creare un sound ricco con pochi elementi: chitarra, basso, batteria, piano e uno sporadico uso di effetti e sintetizzatori. D’altra parte, tuttavia, spezza il continuum emotivo spostandolo di volta in volta verso prospettive differenti. Si passa da “Hard Love”, di apertura all’album, al successivo “Radio Kids”, cambiando totalmente indirizzo: il primo caratterizzato da un andamento ambient iniziale seguito dalla parte suonata introspettiva, straziante, mentre nel secondo le sonorità si fanno più radiofoniche e meno intime, dove spicca il riff di chitarra.

Nei lavori precedenti si sentiva una vena creativa diversa, a tratti più elettronica, più sperimentale. Con Hard Love si ha come l’impressione che gli Strand of Oaks siano voluti tornare alle radici, ad un sound minimale, diretto, a tratti più ruvido, ma comunque efficace. Il confronto con i lavori precedenti è di poca utilità, se non quella di segnare un percorso nella sua musica, senza la pretesa di definire migliore o peggiore un album rispetto il suo predecessore. Hard Love è semplicemente diverso dai precedenti e resta un tassello importante e di ottima fattura che mostra un altro lato di Timothy Showalter.

Data:
Album:
Strand of Oaks - Hard Love
Voto:
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About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.