The Sade – Grave

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Goth Rock, Hi-Energy Rock’n’Roll e Garage-Punk; se preferite dare un volto, pensate a Danzig, Nicke Royale (The Hellacopters) e Jake “The Preacher” Cavaliere (Lords Of Altamont). Esteticamente, un paesaggio popolato da scheletri e croci di granito piantate sul selciato di cimiteri abbandonati: e quella voce cavernosa – di Andrea Pozzy, già con gli OJM –, come richiamo spiritico.

I The Sade arrivano al cosiddetto lavoro della maturità – il terzo dopo l’ottimo II –, addensando la massa malefica insita nei propri riferimenti, proponendoci così la summa di un percorso cominciato nel 2011 con il primo e fortunato “Damned Love” – ai tempi disco del mese anche per una rivista specializzata americana.

Con il nuovo Grave siamo alla resa dei conti. Di quelle da dentro o fuori, da sparatoria all’Ok Corral – a proposito, vi sareste mai immaginati dal power trio padovano un pezzo in salsa Western così riuscito come “Coachmen“? –, ed i nostri non mancano la pistolettata vincente al cuore di chi li ha sempre seguiti con interesse.

Non è facile imbrigliare quell’incedere luciferino; quello del Glenn Danzig d’inizio novanta. Specie se lo si vuole incastonare in contesti coerenti ma mutevoli: pensate all’aggressiva “Seek Seek Seek” che dalla patria dell’Hard’n’Roll (la Scandinavia) pesca le dinamiche tanto care a Dregen & co (The Backyard Babies) pur rimanendo scura nell’animo.

Graveyard” mette anch’essa fin da subito bene in vista, quasi orgogliosamente, le chitarre appartenute ai vichinghi di cui sopra – questa volta ci riferiamo agli Hellacopters periodo Grande Rock–, proseguendo nel solco dei Misfits di ultimo stampo. Del resto, se dobbiamo ispirarci, e tutti devono, meglio avere dei mentori d’eccellenza.

Burnt” continua la rincorsa rimanendo in equilibrio fra concezione Heavy e Punk-Rock Music, con quel “feel allright” à la Iggy Pop, ed una costruzione Horror-Rock che non nasconde l’amore per la New York dei Dictators.

L’acustica “Charlie Charlie” chiude malinconicamente un lavoro ben costruito ed interpretato, messo su disco da gente che nelle orecchie sembra aver macinato il meglio del Punk Rock dai riverberi oscuri. Il consiglio è quello di non mancare i loro concerti, perché per esperienza vi diciamo che non ci hanno mai deluso, e quest’ultimo lavoro potrebbe far brillare ulteriormente la loro stella nel buio della notte di Halloween.

Data:
Album:
The Sade - Grave
Voto:
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