Roseluxx – Feritoia

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Tiziana Lo Conte e Claudio Moneta, dai Gronge ai Goah, passando per l’organizzazione di festival legati all’arte contemporanea (Tiziana) e la composizione delle musiche per la danzatrice di “Butoh” Alessandra Cristiani (Claudio). Giungendo infine ai Roseluxx.

Parlare oggi del progetto Roseluxx, creatura nata attorno alla figura di Tiziana Lo Conte, senza citare i mitici Gronge è praticamente impossibile. Perché la storia che ce lo impone, e forse le nuove generazioni ce ne saranno grate.

Ad una trentina d’anni dall’esordio in demo tape della band romana (“Classe Differenziale”), è bello ripercorrere, in breve, un’epopea troppo spesso relegata nei luoghi più polverosi della discografia nostrana; qualcosa che invece, nei fatti, ha dato lustro sia alla scena Punk che a quella più artisticamente disinibita.

A metà anni ottanta i Gronge esordivano all’interno di una scena Punk in subbuglio, abbracciando quella scia artistica cronicamente in ritardo rispetto ad America ed Inghilterra. La mania per la Punk music, in Italia, era già parzialmente esplosa, e come l’universo si trovava in fase d’espansione (breve).

Anche per i Gronge il leitmotiv era anarchico; benché gli esordi furono difficili, e la poca conoscenza dei mezzi non giocasse a loro favore – come se l’incipit alla base del Punk Rock fosse questo! –, possedevano il desiderio sfrenato di raggiungere un obbiettivo artistico appagante e forse mai prefissato – anche suonando per otto ore al giorno in sala prove.

Se volete partire dal fondo – cronologicamente parlando – nella riscoperta dei Gronge, vi consigliamo di non mancare l’ascolto di “XXX Cremone gigante per soli adulti“, uscito nel 2013 per la giapponese “On Records” – di cui vi abbiamo parlato qui.

I Roseluxx nascono invece nel 2011, facendo tesoro delle esperienze pregresse (di Tiziana) ed implementandole con la qualità compositiva di Claudio Moneta – oltre agli innesti di Federico Scalas (basso, contrabbasso, violoncello) e Marco della Rocca (batteria, percussioni).

Il fulcro dell’esordio intitolato “Resti di Una Cena“, si muoveva fra l’elettronica – punto di partenza sul quale costruire lo scheletro dei brani – e l’improvvisazione di scuola Romana: oltre a tutta una serie di collaborazioni capaci di elevare la cifra artistica del prodotto – su tutte quelle di Emidio Clementi e Stefano Pilìa dei Massimo Volume (“Per volere di Dio”).

L’improvvisazione è tutt’altro che casuale.

Il nuovo “Feritoia“, invece, si esprime attraverso composizioni capaci di spostarsi in più direzioni. Alla base, troviamo un lavoro incessante sul linguaggio, in cui il comparto testi gioca un ruolo fondamentale nella riuscita finale. Di questo se ne occupa Claudio Moneta, smarcandosi dall’ispirazione univoca e lasciandosi guidare dalle situazioni. Si tratta spesso di visioni intimiste, capaci di giocare con i luoghi fisici – come anche in passato: Roma, il centro commerciale etc etc – per giungere più velocemente ad un’analisi completa della società in cui viviamo.

Anche in questo episodio non mancano le collaborazioni illustri: Julia Kent, compositrice e violoncellista di Antony & the Johnson e Luca Venitucci – membro degli Ardecore e collaboratore di Butch Morris e Lee Ranaldo. Benché a risaltare sia il perfetto equilibrio fra forma canzone e sperimentazione.

L’impressione è quella di una band matura, il cui affiatamento si è consolidato anche grazie all’attività live. Più ruvidi che in passato (“Scimmia Nuda“, “Rollerball“), colmano il dislivello con l’eleganza di brani del calibro di “Tenebra Bianca” e “Imparare ad Attraversare la Strada“. Una ricerca, la loro, che passa attraverso il Punk, l’Avant-Rock, l’improvvisazione e la musica contemporanea, e che ci sentiamo di consigliarvi vivamente.

Data:
Album:
Roseluxx - Feritoia
Voto:
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