Van Morrison: Soul d'Irlanda

Assistere ad un concerto di Van Morrison rappresenta sempre un rischio: l’irlandese è sì un artista formidabile ma anche un uomo dal carattere difficile: è scontroso, taciturno e molto irascibile. Non sono rare le occasioni in cui durante i concerti si “incavola” con i suoi musicisti e a volte anche con il pubblico. Se lo becchi nella serata storta il nostro fa il suo compitino e via ma se ti capita di trovarlo” in giornata” allora assisterai ad uno show incredibile ed emozionante. Le premesse per questo concerto di Milano non erano certamente buone: la sera prima a Roma Van si è furiosamente arrabbiato con il suo batterista e questo ne ha minato tutto lo spettacolo, fortunatamente, come vedremo in seguito, questo non ha per nulla influito sullo show di Milano. Il teatro Smeraldo si presenta gremito in ogni genere di posto e alle 20,40 precise la band si presenta sul palco. La formazione che accompagna l’irlandese è composta da: Matt Holland, tromba, Richard Dunn, tastiere, Daud Shaar, batteria, Ned Edwards, chitarra, Bobby Irwin, batteria (si sono due batterie) e dal grande David Hayes al basso. La band fa appena in tempo ad attaccare con “Like It (Like That)” che subito Morrison entra in scena; completo grigio occhiali e cappello scuri il nostro inforca subito il microfono ed esegue la già citata song seguita subito dalla strepitosa “Kansas City”. Il sound è il solito mix di R&B con venatura mazzate esaltato dal volume , volutamente basso degli strumenti quasi a ricreare l’atmosfera di un club. Morrison esegue con grande grinta le due canzoni ma è con “Healing Game” che si capisce che quella che ci si prospetta è davvero una grande serata: splendida esecuzione con Van i forma strepitosa, gli applausi scroscianti del pubblico non si contano anche durante il brano, e il nostro mostra di gradire ringraziando in modo convinto più di una volta. The man sta carburando e innesta definitivamente la quinta quando esegue una strepitosa versione di “Hoochie Coochie Man” sfoderando l’armonica. La band è anch’essa in ottima serata, la sezione fiati si dimostra bene affiatata, quella ritmica non perde un colpo e il lavoro pianistico di Dunn è di grande livello. Segue uno dei grandi cavalli di battaglia di Van la mitica “Caravan” proveniente dal suo capolavoro Moondance. Ancora una prova fenomenale del nostro, una voce da brividi che scatena continue ovazioni. Morrison c’è e lo si capisce definitivamente quando imbraccia il sax per suonare “Once in a Blue Moon” tratta dal suo splendido ultimo album seguita a ruota da una grandiosa “Into The Mystic”. Ma le sorprese non finiscono qui: L’irlandese imbraccia la chitarra e ci regala una commovente “WonderFul Remark” . Il ritmo poi si alza di nuovo con la scoppiettante “See Me Trough” una delle sue canzoni che personalmente più amo ma che il nostro raramente esegue dal vivo. Van ci regala una versione fantastica che sprizza passione e coinvolgimento da ogni poro. Incredibile a dirsi il nostro ci regala anche un piccolo siparietto in cui scherza con il pubblico stanando grasse risate. E’ ora il turno di “Precious Time” sempre emozionante seguita subito dalla mitica “Moondance”. Questo suo celebre brano è ora molto noto anche ai più giovani garzie al successo della versione di Michael Bublè. Il ragazzo ci sa fare ma onestamente Van Morrison è di tutt’altra categoria e ci tiene a rimarcarlo regalandoci una grande versione particolarmente accelerata del sua famosa song con una splendida prova della sezione fiati. Dopo tanta adrenalina the man si cimenta in una lunghissima versione, con tanto di jam, di “It’s All In The Night” poi scende dal palco per ritornarvici dopo pochi secondi per eseguire “Gloria” forse ilsuo barnopiù famoso risalente agli esordi con i Them; ancora una versione da mozzare il fiato con l’armonica sugli scudi e tutto il pubblico a cantare l’irresistibile ritornello. Purtroppo siamo alla fine, Van accenna un veloce saluto con la mano e se ne va. In totale poco più di un’ora e mezzo di concerto ma di un livello davvero enorme. Raramente capita di vedere Van Morrison così in forma, così disponibile e coinvolto. Serata meravigliosa davvero.
  • E' la seconda volta che perdo un concerto di Van Morrison a Milano.
    Spero che nel 2006 torni qui perchè sara' la volta buona per andarlo a vedere e ascoltare.
    Ottima questa descrizione del concerto.