Intervista a The Others: A Few words with Dominic Masters

  • Rocklab: Siamo nel piccolo camerino-ufficio del Jailbreak. Dominic, come al solito disponibile a chiacchierate e interviste, è seduto accanto al fonico del gruppo e sorseggia un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo.
  • Dominic: E’ il nostro terzo tour italiano, inizia mentre alla radio suona Joy Division, ed è sempre un piacere suonare davanti ad un pubblico così caloroso. Ricordo la prima volta che venimmo con Alan Mc Gee, il nostro “boss”, è stato qui da voi?. Suonammo a Roma, ad Ancona in una sorta di Castello, come si chiamava? Lazzaretto. Fu veramente divertente, 500 persone, una buona folla, un free show. Ci siamo tornati anche per questo tour, concerto selvaggio, folla urlante, uno spettacolo intenso, anche grazie all’ormai nota Kamikaze Stage Diving Division 853 (“tuffatori” professionisti provenienti da Slovenia, Repubblica Ceca, Napoli?). Personalmente, quest’anno mi è piaciuta la data di Rimini, spiagge lunghissime e un’atmosfera che mi ricorda un’altra località vacanziera molto popolare in Inghilterra, Blackpool. Ma la data migliore fino a questo punto è stata Bologna, dove abbiamo portato con noi venti ragazzini inglesi con noi ad assistere al concerto. Un’esperienza indimenticabile.
  • Rocklab: Arriviamo così a parlare del Dominic piu’ interessante, ben oltre gli ormai consumati stilemi alla Peter Doherty, passato burrascoso, droga e rock ‘n’roll. E’ lui a scrivere i testi delle canzoni degli Others, sempre vicini alle tematiche dei giovanissimi del suo paese.
  • Dominic: In Inghilterra – si fa piu’ serio- se hai meno di 18 anni, no pubs, no clubs, no rock ‘n’roll. I ragazzi finiscono per strada a fare nulla, a ubriacarsi con le lattine del supermercato, anche ora, che fa freddo. Le nostre canzoni, con le loro parole vogliono raggiungere, e lo hanno fatto sicuramente, tutti questi ragazzi. E’ mi riferisco a quelli che vengono dalla mia stessa situazione di merda, dagli slums, dalle periferie
  • Rocklab: E’ verissimo aggiungo io, e il paese risponde trattandoli come animali: vietato ai minori di 16, 18 anni se in piu’ di due o non accompagnati da genitori, no pubs, no clubs, no rock ‘n’roll. Ecco il perché dei Guerrilla Gigs, concerti improvvisati parchi, stazioni della metropolitana, strisce pedonali (le stesse dei Beatles in Abbey Road)
  • Dominic: Loro non possono venire a sentirci e noi andiamo da loro, “for free. Il nostro primo singolo che ci ha aperto la porta di Alan Mc Gee alla Poptones è stato “a class division song”, una canzone di classe, “This is for the poor, not for the rich”. Il terzo “Lackey” incitava i giovani ad abbandonare il loro lavoro in fabbrica e seguire i propri sogni, decidere il proprio destino.
  • Rocklab: Sei pronto per il concerto? Annuisce disarticolato e continua a bere.
  • Dominic: Finora in Italia abbiamo sempre proposto i nostri classici, stasera suoneremo sei pezzi nuovi.
  • Gli Shadow Line hanno finito di suonare. Al Jailbreak gli artisti devono passare attraverso la folla per raggiungere il palco. Dominic s’incammina tra la gente e gli altri lo seguono.