Giovinazzo Rock Festival Edizione 2006: Frammenti di un festival…tra scazzi ed empatia

Vorrebbe tanto essere un report dedicato all’intero Giovinazzo Rock Festival 2006 con un considerevole elenco di lodi ed apprezzamenti. Quest’anno no purtroppo. O meglio, quest’anno per quello che si è riusciti a seguire, i padroni del festival non sono stati gli headliner, ma le band emergenti. L’umidissimo scirocco africano unito ad un programma poco festaiolo hanno decisamente appesantito lo scorrere di un evento che in estate popola di musicisti una piccola ma gradevole località sull’Adriatico. Anche questa volta si arriva sul posto immancabilmente in ritardo, tra vani tentativi di convincimento, l’ultima amica rimasta a disposizione (convinta in extremis col triste ricatto di una messa in piega), guerra di sms lanciati nell’etere durante il tragitto e un traffico in tangenziale da far bestemmiare anche Gandhi. Si arriva giusto in tempo per ascoltare l’ultimo pezzo dei Miriam, band torinese dal piglio rock con accurate intenzioni elettro, che entusiasma e raccoglie la folla prima degli emiliani Offlaga Disco Pax. Il pubblico è numeroso e con l’apertura di “Kappler” Collini dà il via alla sua perentoria elettro-narrativa. L’esibizione scorre tra mezzi entusiasmi e un lieve senso di insoddisfazione, ma soprattutto di distrazione. Sì, parecchia gente è presente stasera, ma la maggior parte si distrae tra una bancarella di libri e una di panini con la mortadella. Si passeggia, si chiacchiera, si beve, si fuma ed ogni tanto ci si sofferma sulle parole del Collini per ripetere le frasi più note dei suoi testi; e quindi ricordi che ci sono loro solo quando ti viene naturale partecipare al coro unito e presente sul “..suo figlio ha la faccia come il culooo”. Qualcuno li scopre stasera, qualcun altro inorridisce dinanzi al funerale della forma-canzone, i più….in coda per una lontanissima birra! La scaletta degli ODP scorre come sempre ripercorrendo l’intero “Socialismo Tascabile” e con i soliti lanci al pubblico di Tatranki e di Cinnamon; l’unico momento di esaltazione generale arriva solo ad un brano dalla chiusura…ovviamente “Robespierre”. Collini saluta il pubblico con l’invito alla sottoscrizione per il mantenimento de “Il Manifesto” e con il consueto “tutto il resto è desistenza”, per lasciare libero il palco ai Giardini di Mirò. Oh certo, bravi i Giardini Di Mirò, davvero bravi. Magari però durante una triste serata di novembre, gelida e piovosa e con un inspiegabile desiderio di alienazione, ma non stasera diamine! Dopo circa mezz’ora di distorsioni, rumori angoscianti e suoni dilatati fino all’esasperazione si ritiene opportuno abbandonare il luogo. Sia chiaro, un folto gruppetto di fedelissimi sotto il palco apprezza eh! Statici ed inebetiti, ma apprezzano! Onore al merito per tutti i nuovi brani eseguiti, ma il torpore lo batte. 30\07\06 “L’esibizione di ciascun gruppo si articolerà in uno show di 25 minuti. Eventuali modifiche alla durata dell’esibizione per necessità tecniche saranno comunicate dall’Organizzazione in tempo utile. “. Proprio questo riporta il ferreo regolamento del Giovinazzo Rock Festival Edizione 2006! Perché? Ogni soundcheck che si rispetti non avviene mai nei tempi prestabiliti. E questo, non sorprende nessuno. Ciò che sconcerta è il fatto di chiedere ad una band emergente, che ha voglia di esibirsi al meglio, di saltarlo del tutto! O di informare la band che deve tagliare più di due pezzi dalla scaletta prevista nel bel mezzo dell’esibizione! Si diceva? In tempo utile? Ah, in tempo utile…Certo… per urtare i nervi! L’annullamento del soundcheck è il primo motivo di scazzo causato a The Carving il 29, data prevista per la loro esibizione, per tal motivo slittata al 30 sera. La riduzione della scaletta è il secondo motivo di scazzo causato a The Shadow Line, band indie-pop romana, che stasera apre la sezione emergenti, con molto rock e poco pop. Il pubblico non è folto in prossimità del palco e vaga ancora in ordine sparso nell’attesa del loro inizio. L’impressione è : Riusciranno a incuriosire e ad attirare le orecchie degli sparpagliati astanti? Sembrerebbe un po’ troppo freddina l’atmosfera, ma l’impatto di “Rock The City” frega ogni triste presentimento e mette subito le cose in chiaro. Finalmente le articolazioni hanno modo di seguire un dannato ritmo. Finalmente qualcosa che si presta bene per un festival estivo. La folla comprende, molla i panini e le chiacchiere da salotto e si raccoglie sotto il palco. Per gli organizzatori il ritardo incalza e purtroppo per chi ha dovuto a stento trattenere lo sdegno tra i denti, dopo cinque soli brani da circa tre minuti l’uno, è ora di scendere e lasciare il posto ai Pennelli Di Vermeer. Certo per loro adesso è più semplice, il pubblico ormai è riunito ed entusiasta, i loro brani sono da 15 minuti e con tutti i generi che impastano da un minuto all’altro sanno come farsi apprezzare da ogni singolo presente. Con pochissime probabilità di errore, avranno omesso solo la musica classica! Dopo un’esibizione decisamente più lunga di quella dei precedenti è la volta dei Carving, che nonostante la selezione nettamente più cupa con la loro new wave/rock, ad un passo dai Placebo, mantengono degnamente, vivo l’interesse. Lo ska degli Skapcrrat arriva in abito bianco, da boia in bianco, continuando a divertire come ogni ska che si rispetti. S’è fatto tardi però ed è ora di headliner. Giorgio Canali e i Rosso Fuoco stanno per salire sul palco ma tra un passione gastronomica ed un attacco di empatia ci si ritrova solo con un pugno di frammenti di Festival su una tastiera. Una cosa è certa : per quanto possano aver entusiasmato nella serata conclusiva Bugo, con la sua disperata ricerca di gel, e i Julie’s Haircut, quest’anno il Giovinazzo Rock Festival lo hanno fatto le band emergenti!

  • Non capisco, d'estate solo musica allegra?!

  • Non devi capire per forza…stai sereno… ;)

  • fatevi convinti: il rock è morto !!!!!
    ….e poi un "Giovinazzo rock festival"??? Ma che roba è……una woodstock da poveracci?
    Ma state a casa….

  • …ma potevi avvisarmi che ti accompagnavo io Giovinazzo!

  • Comunque la cosa più bella erano i panini col biustel :D

  • a me è piaciuto..per i panini e i libri c'è la fiera del levante.. un paio di mesi dopo ;)