Dietro al Palco #8: Sporco Impossibile

Per l’ottava puntata della nostra rubrica che va a scovare le migliori realtà e organizzazioni che aiutano la musica emergente, stavolta siamo approdati nella capitale per un progetto tanto grezzo (sporco) quanto serio (non impossibile). Il fatto che Rocklab è partner di Sporco Impossibile non è propriamente un caso. A me personalmente è subito piaciuto l’approccio di questi ragazzi, fare un management creativo libero da logiche di mercato, e allo stesso tempo con una valida conoscenza del mercato musicale. Vediamo cosa ci ha risposto Enrico alle nostre domande un giorno prima del secondo evento che si svolgerà il 29 novembre al Circolo con: Eildentroeilfuoridelbox, Carpacho, Sant’Antonio Stuntmen e Amycambe.

Rocklab: Domanda scontata per cominciare ma ci aiuta a conoscervi meglio e a capire il vostro target: Com’è nato e perchè è nato Sporco Impossibile.
Enrico: Beh, diciamo che per inquadrare Sporco Impossibile, la sua esigenza di emergere e la sua formula, si può semplificare il tutto nella nostra ricerca e volontà di integrare una formazione di studi specialistici, la passione per la musica ma con un orientamento al marketing. Un trittico che potrebbe far storcere il naso, ma che noi riteniamo essere ancora una mancanza e una incompletezza in questo settore. Devo aggiungere però che la sostanza di Sporco Impossibile è la forza di un gruppo di persone che lavorano bene assieme e hanno trovato delle sinergie quasi magiche attraverso le quali è sembrato possibile poter realizzare un progetto che ci entusiasmasse, qualsiasi cosa fosse.

Rocklab: Una cosa mi ha colpito della vostra presentazione sul sito. Sporco Impossibile: Un progetto nato per restare. Mi ha colpito molto questa frase in questa epoca dove, anche nella musica, si vive il fenomeno della nascita e morte di associazioni e progetti, soprattutto quelli nati dal “basso”, con una velocità impressionanti. In che cosa puntate in maggior modo per “restare”.
Enrico: Quella frase ci venne spontanea come esplicitazione di alcune suggestioni che ci aveva dato la scelta del nome “Sporco Impossibile”. Diciamo che ci sono diversi modi di “restare”. Incidere nell’immaginario, nella memoria, come una esperienza viva, come qualcosa di “sporcato” perchè “vissuto”. Restare in profondità. Ma, ovviamente, anche restare nel tempo. In questa doppia accezione cerchiamo di creare qualcosa di significativo per il pubblico e per le band, ma anche di acquisire, cosa che si fa sempre meno, un’ottica di lungo periodo. Su cosa puntiamo? Sulla crescita. Sull’apertura di nuovi canali comunicativi ma anche di nuove prospettive. Crediamo che quello musicale indipendente sia un mondo che deve ancora schiudersi, e forse c’era bisogno di una struttura che facesse fare il primo piccolo salto a certe belle realtà. La nostra scommessa su di loro, sugli artisti che scegliamo, è il nostro investimento in credibilità.

Rocklab: Sempre sul vostro sito ho visto questa interessante idea dei Cronisti Blogger… se devo dirla tutta non l’ho capita affondo, ce la volete spiegare? In che cosa consiste?
Enrico: Mmmm. Se la domanda è sul mondo dei blog il discorso sarebbe lungo. Dico solo che è un mondo che ci affascina molto. Se ti riferisci proprio alla fomula dei Cronisti Blogger, beh, si tratta di personaggi (blogger) interessati o incuriositi dal progetto o da qualche suo aspetto, che vengono coinvolti più o meno all’interno di Sporco Impossibile, diventanone satelliti spontanei e nodi esterni che partecipano, interagiscono e propagano le attività di Sporco Impossibile. Loro per noi diventano dei piccoli media partner, ma per un lasso di tempo limitato sono anche degli “sporchi impossibili”, percui entrano gratis e hanno la possibilità, tramite noi, di confrontarsi direttamente con gli artisti. Ci dobbiamo lavorare ancora un pò, ma la cosa ci piace. Sono nati bellissimi incontri e, secondo me, spazi e occasioni per collaborare in futuro. Ne siamo felici.

Rocklab: Come scegliete i gruppi da promuovere in questa “struttura permanente di management temporaneo”, e soprattutto volete già anticipare qualche nome per il prossimo evento?
Enrico: Difficile dire una formula fissa che usiamo. Ci sono ottiche diverse da prendere in considerazione edizione per edizione. Molto ha a che fare, ad esempio con l’accostamento tra le band. Certo, ovviamente ci devono piacere. Quindi non ci sono limitazioni nè di genere nè di nessun tipo, ma non possono che riflettere i nostri gusti. Di base preferiamo realtà che abbiano una presenza attiva online e un impatto live di quelli da slogatura della mascella. Sui nomi….tengo riserbo. Non per mistero, ma perchè vorremmo presentarli tutti assieme. Diciamo che, oltre Roma, dopo il Nord di Padova e Ravenna, è ora di guardare al succulento Sud d’Italia.

Rocklab: Secondo te perchè in Italia più che in altri paesi, non c’è la cultura della musica live. Mi spiego meglio; negli ultimi anni in Italia le presenza nei concerti sono aumentate molto, molto di più delle vendite dei cd, e questo è un ottimo segnale, ma mi capita ancora spesso di notare una particolare maleducazione nei concerti. Voce alta, brusio continuo, andirivieni di persone, scarso interesse.
Enrico: Si la maleducazione c’è e ce n’è molta, ma si deve vedere il bicchiere mezzo pieno… ci sono moltissime persone che si riavvicinano al live e che ne sono incuriosite… forse quelle bastano per pensare positivamente. Bisogna anche andare a vedere come vengono venduti e presentati questi concerti qui in Italia. Noi di S.I., ad esempio, abbiamo in odio i vari concorsi e premi, dove si mette in condizione la band di promuoversi da solo e mette i gruppi l’uno “contro” l’altro. A nostro parere non si investe in musica. E questo succede solo in Italia. Investire vuol dire farsi carico della promozione di un’esperienza. Non, o non solo, di un’occasione sociale. Personalmente sono sempre contrario a dare la colpa al pubblico.

Rocklab: Nella vostra esperienza, anche se ancora giovane, con i gruppi emergenti e con il mondo della musica indipendente in generale; come spiegate che davvero nessun gruppo e musicista anche a livello medio-alto (vedi Perturbazione o Baustelle) riesca a vivere di musica? C’è secondo te un rimedio?
Enrico: Me lo spiego con il fatto che nella filiera che porta un artista ad un certo livello e ne produce i contenuti, questi è considerato piuttosto poco. La prassi è: rinuncia a qualcosa adesso affinchè io ti possa portare in alto. Cosa che ovviamente succede poi a pochissimi. Le etichette chiedono all’artista di scommettere su se stesso, che è un palese controsenso, visto che quello è, appunto, il ruolo dell’etichetta. Diffido, in genere, di chi sostiene di avere il toccasana per cose del genere. Credo però che nella musica molte cose si stanno muovendo, per lo più in modo ancora imprevedibile, ma che, in ogni caso, dal dissestamento di certe rigidità gli artisti non potranno che beneficiarne.

Rocklab: Quali sono i progetti per il futuro di Sporco Impossibile?
Enrico: Intendi dopo la serata di mercoledì 29 Novembre al Circolo degli Artisti? (scusa non l’avevo ancora detto :). Di sicuro lanceremo il nuovo spazio web. Che sarà sempre un blog, ma di tutt’altra fattura. E vedremo di implementarlo con tutta una serie di nuove idee. Poi si ricomincia subito. Per la data di febbraio. Una fase per noi stimolante sarà trovare nuove partnership (in aggiunta a quelle che ci sono…), magari di taglio diverso. Di certo, anche se già faceva parte dell’idea originaria, si è ultimamente consolidata in noi la prospettiva di continuare, dopo la serata, a supportare, anche a livello produttivo, le band con cui ci troviamo meglio reciprocamente.

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  • figo! Vengo domani sera sicuro.

  • Iniziativa notevole e successone per la prima serata :-)