Intervista a El Ghor: …jam session guidate da un maestro d’orchestra…

  • Dopo avere tessuto le lodi di “Dada Danzè”in sede di recensione, abbiamo finalmente l’occasione di scambiare quattro chiacchiere telefoniche con Luigi Cozzolino, cantante e multistrumentista, sul passato,presente e futuro dei suoi El Ghor, freschi freschi di debutto discografico su Seahorse Recordings:

    Rocklab: In “Dada Danzè” emerge netta l’impressione di un gruppo davvero maturo e sicuro dei propri mezzi espressivi, ben oltre quello che ci si aspetterebbe da degli esordienti assoluti:vuoi raccontarci “da dove arrivate”?

  • Luigi Cozzolino: “Personalmente suono da diversi anni e fin dai tempi delle scuole superiori ho preso parte a diversi progetti, di area sommariamente post-punk, che in un modo o nell’altro sono stati accantonati. Da qualche anno porto avanti un progetto personale come Muhe, all’insegna di una forma di elettronica calda ed emotiva, e insieme ad Ilaria abbiamo registrato un disco come Schelè.
    Per “Dada Danzè” ci siamo presi tutto il tempo che ritenevamo necessario per arrivare ad esserne completamente soddisfatti;con il senno di poi è ovvio che emerga sempre qualche particolare che magari ora avresti reso in maniera differente, ma questo è nella natura delle cose.”
  • R: Credo vada sottolineato l’egregio lavoro svolto da Paolo Messere dei Blessed Child Opera in sede di produzione.Il vostro suono è molto elegante ma ha un’innegabile visceralità:due aspetti non semplici da valorizzare al contempo
  • L: “Con Paolo si è creato un bellissimo rapporto d’amicizia e di reciproca stima che ha facilitato l’intero processo di lavorazione. E’una persona con delle idee forti e chiare ma allo stesso tempo disponibile e di grande onestà intellettuale, di conseguenza le discussioni non hanno fatto che bene alla stesura definitiva del materiale;le registrazioni si sono svolte in un clima di serenità e concentrazione e spero che il tutto traspaia”
  • R: Quali sono state le reazioni all’uscita del disco?
  • L: Abbiamo avuto un numero notevole di recensioni positive davvero inaspettata, pare che il disco sia piaciuto e anche grazie alla distribuzione Goodfellas il cd è facilmente reperibile un po’ dappertutto; sappiamo però che oltre ad incuriosire il pubblico che ci sta scoprendo attraverso le web-zines o i giornali per avere maggiori riscontri occorre pianificare un’attività dal vivo più assidua nel tempo ed è proprio questo il nostro obiettivo per la primavera.
  • R: Mi ha colpito molto la struttura quasi simbolista dei testi,difficili da interpretare ma indubbiamente evocativi,nei quali fate peraltro disinvolto utilizzo sia dell’italiano che del francese;da cosa deriva questa scelta?Intendete portarla avanti?
  • L: E’ qualcosa di assolutamente naturale, che indubbiamente trova origine in passioni letterarie oltre che musicali, ma che è ancor più legato al suono raffinato dell’idioma francese, che riteniamo si sposi perfettamente con le atmosfere di alcuni dei nostri brani;non è una decisione presa a tavolino,cerchiamo di seguire l’ispirazione, e di conseguenza non possiamo preventivare quello che accadrà in futuro;magari proveremo ad utilizzare il nostro bel dialetto napoletano,chissà…(risate…). Ci risulta sempre difficile spiegare di cosa tratti esattamente un nostro testo, ci sembra quasi di tradirne l’essenza poetica e preferiamo che sia l’ascoltatore a decifrarne l’enigma;posso solo dirti che “Un’altra vita” è probabilmente il primo vero e proprio testo d’amore che io abbia scritto.
  • R: E’risultato piuttosto arduo trovare dei termini di paragone per raccontare la vostra proposta ai nostri lettori; uno strano incrocio tra l’indie rock nostrano più suadente e sulfureo( gli ultimi Marlene..), l’oscura eleganza dei Noir Desir e il romanticismo dei L’Altra non rende comunque l’idea…Le vostre canzoni a volte sembrano jam sessions guidate da un maestro d’orchestra…..
  • L: Rispettiamo sempre i pareri di scrive di noi ma facciamo sempre fatica a ritrovarci negli artisti a cui veniamo paragonati, per quanto siano assonanze che non possono che renderci orgogliosi.Ci siamo sempre prefissi l’obiettivo di seguire l’istinto e difatti spesso le nostre canzoni nascono proprio dall’improvvisazioni e dalla successiva stratificazione di spunti melodici, melodie vocali,arrangiamenti.Cerchiamo di seppellire il nostro ego in vista del risultato di gruppo.Io stesso adoro le macchine e l’elettronica e ne faccio massiccio utilizzo nei miei progetti personali, ma in “Dada Danzè” non c’è una singola nota suonata da questi strumenti;abbiamo provato ad asciugare gli arrangiamenti sino all’essenziale.
  • R: Parlaci un po’ della situazione musicale in Campania, che immaginiamo non certo idilliaca( se mai la situazione italiana lo fosse…)
  • L: Infatti. in Campania e soprattutto tra la provincia di Napoli e Salerno,per quello che ci riguarda, ci sono band molto valide che non hanno avuto ancora la possibilità di essere prodotte e di nomi potrei farne più di una decina. Gli spazi per fare musica e le etichette si contano sulle dita di una mano..
    Purtroppo in Campania i club rivolti a questo tipo di sonorità sono in numero davvero poco significativo e per quanto sia paradossale, pare che i gruppi provenienti dal meridione debbano faticare il doppio per trovare occasioni per proporre la propria musica dal vivo nelle altre regioni.
    Spero che la situazione possa cambiare al più presto in tutta Italia.
  • R: Il vostro live;esperienze, incontri,riscontri…
  • L: Mi è difficile racchiudere in poche parole l’esperienza live, ognuna ha una storia a sé. I nostri concerti sono tanto fisici quanto cerebrali, ci piace essere un tutt’uno con il pubblico e per questo cerchiamo di essere coinvolgenti. In questi anni, abbiamo avuto la fortuna di crescere suonando con band come Ulan Bator , Blessed Child Opera, Acid Mother Temple, Disco Drive, Paolo Benvegnù, e quasi tutte ci hanno lasciato un grande ricordo ed un pizzico di esperienza. Con i BCO è nata una fortissima amicizia ed una grande stima reciproca, con Amaury e gli Ulan Bator ( nuovi e vecchi) anche, sono persone che sentiamo spesso . Ci va anche di ricordare il post-concerto con Corrado e Mirko dei Giardini Di Mirò e quello con Paolo Benvegnù, tutti e due con un finale molto simile…( risate…).
  • R: Oltre a cantare e suonare sei anche il responsabile della splendida veste grafica del disco e di buona parte delle uscite Seahorse…uno stile particolare, molto moderno e “tecnologico” ma allo stesso tempo dai colori vividi e caldi…
  • L: La grafica e l’illustrazione sono due tra le mie più grandi passioni e per dedicarmi anima e corpo a questo progetto ho lasciato la mia precedente occupazione. Da un po’ collaboro con la The Red Is Love (www.theredislove.com) , che si occupa non solo di grafica ma anche di produzioni video e tanto altro. Proprio con Michele “Rosso” Franzese, boss della T.R.I.S. sono riuscito a realizzare il video di Danzè.
  • R: Sappiamo che hai fatto uscire diversi demo di alcuni tuoi progetti paralleli da solo( Muhe) o in coppia con Ilaria( Schelè), strane tessiture armoniche tra psichedelica, folk e fondali di suoni trovati e frattaglie elettroniche…
  • L: Anche i nostri progetti, come el-ghor , sono partiti senza grosse pretese, per noi lo scopo principale è sempre stato utilizzare la musica come uno strumento di evasione e contemporaneamente come un linguaggio, seppur soggettivo, universale. Non guardiamo molto avanti, almeno per quanto mi riguarda , farò un disco come Muhe solo quando mi sentirò pronto(e credo di essere a buon punto). Muhe e Schelè (Luigi & Ilaria) sono dei veri e propri diari ,scrigni emozionali, non si limitano ad un discorso solo ed esclusivamente musicale e credo valga lo stesso anche per Fucksia (Luca). Per il momento ci dedichiamo ad el-ghor, ci sono ancora molte esperienze da fare.
  • R: E a proposito…toglici qualche curiosità proprio sulle particolari, si direbbe onomatopeiche, intestazioni che hai scelto per i vostri progetti musicali( El Ghor, Muhe, Schelè…)
  • L: In effetti preferisco mantenere un po’ di riserbo se non di mistero su queste scelte; mettiamola così:andate a cercare tra i fumetti, su vecchi citofoni di mesi d’infanzia trascorsi in Germania e studenti d’arte interdetti che storpiano nomi di grandi artisti, ok?( ha detto tutto e non ha detto niente, il signorino…NDR)
  • R: I tuoi ascolti di sempre, i tuoi primi e ultimi amori musicali?
  • L: Quante ore abbiamo a disposizione per la mia toplist?(risate…). Potrei citare Tarwater, tutta la Morr Music, Tujiko Noriko( con la quale ho avuto il piacere di condividere il palco…), Ulan Bator, la vecchia cara Warp, il post rock meno cerebrale……e un mare di altre splendide cose.