Il Teatro degli Orrori: certo che le basi so' tutte uguali!

Premetto che non parlerò dei Tre Allegri Ragazzi Morti (veri headliner della serata, per me finita alle 12.30) perché non li sopporto sin da quando ho tredici anni e mi ritrovai un loro pezzo su una compilation accattata da qualche parte. Questa serata è dedicata al Teatro degli Orrori, nonché ovviamente a Uochi Toki. Non ho molto da dire sulla tizia che apriva la serata con una chitarra alla Sonic Youth dei bei tempi sparando fuori dalle casse canzoni liberamente ispirate ai Sonic Youth dei bei tempi anche se il suo gruppo apparentemente era rimasto a casa, o forse la aveva scaricata la sera prima: molto coraggiosa, davvero, l’ho stimata, un suono netto con sentori fruttati e floreali, armonico, secco e persistente. Uochi Toki? Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa: vedere suonare (o reppare, come preferite) Napo di fronte ad un pubblico rock giunto in maggioranza con le mascherine teschiose, il gel nei capelli e le magliette dei mettalica troppo forti metal fa piuttosto ridere. Vedere chi Napo percula amabilmente annuire divertito ritenendo di essere differente dai bersagli (immobili) presi di mira dal buon “ciao ragazza / tra i miei fans c’è Caparezza” risultando invece piena conferma degli assalti inviperiti che animano la serata è divertente. Io è la seconda volta che li vedo e mi son piaciuti anche di più. Probabilmente disarmati da un pubblico che neanche si prendeva troppo la briga di odiarli – tranne un moscissimo e ridicolo ”viva okkei compiutah!” – ma li guardava incapace di spiegarsi il perché, si sono limitati a qualche sottile stilettata alle macchine fotografiche e ad un tizio che voleva la scaletta, evitando di sparare su un branco di croci rosse che annuiva divertito senza probabilmente cogliere la bellezza (notare il titolo di questa recensione) di una scaletta forte delle solite I Fonici, I Gesti di Cattiveria e L’Estetica, nonché di un paio di pezzi presi dal recente disco con gli Eterea e arricchita da un pezzo devastante sugli scrittori, un altro sui ragazzi di strada e uno sul male. Ma sto parlando troppo di qualcosa che i pochi che se lo meritano non hanno bisogno di vedersi qui spiegato: passiamo oltre, passiamo a quel Teatro degli Orrori che tra alti e bassi da settimane anima i miei ascolti se non quotidiani, settimanali. La creatura che vede coinvolti personaggi di One Dimensional Man e Super Elastic Bubble Plastic, oltretutto capitanata dalla per le mie orecchie croce e delizia Pierpaolo Capovilla, si presenta sul palco in una valanga di bollenti luci rossastre, approntando l’entrata del suddetto inquietante frontman con un paio di minuti di feedback catacombale che preannuncia senza remore i volumi che animeranno lo show. Entra Pierpaolo, ubriaco, fatto e smorfieggiante come non mi aspettavo minimamente, riempie di scotch il microfono per prepararlo adeguatamente alla seguente ora di scatenata furia psicolabile e si lancia nel bubbolante delirio di Vita Mia, tratta da un testo di quel Carmelo Bene rintracciabile dalle prime due strofe come principale ispiratore dei pindarici svolazzi vocali che animano le liriche del disco tutto, ad eccezione forse delle due-tre ballate più malinconiche e tipicamente “rock”. Come risultano dal vivo? Perfetti. Perfetti e malati, compatti, affiatati e valorizzati da anni e anni spesi – nei rispettivi trascorsi – a sudare su palchi e palchetti, carichi di groove e direttissima violenza quando necessario, corali ed emozionali su pezzi come quella Compagna Teresa o La Canzone di Tom, esagitati e padroni di un sound che raramente viene fuori con tanta sicurezza e supporto in quella italica scena “rock” che di “rock” spesso c’ha solo il nome. Qui c’è l’anima e il cuore e il sangue. Peccato solo che a forza di sbavare sul e scoparsi il microfono le parole farneticanti di Pierpaolo risultavano a tratti lontane e confuse: ci si passa sopra, come un Carrarmato Rock!

PS: Il GENIO della serata era un depressive metal appoggiato al muro, con il trench lungo, che tira fuori dalla tasca un cubo di Rubik e inizia a smanettarlo a caso.

Foto di proprietà di Daniele – Concertinalive.it

Canzone di Tom – Video by Janisviolet

  • Richiedere un accredito per un concerto, andarci e poi non parlare degli headliner é una cosa veramente ma veramente ridicola…

  • Non sono molto d'accordo con quello che hai scritto.
    Io ero in prima fila a quel concerto, ed ero anche tra quelle che indossavano la "mascherina teschiosa"…capisco che i Tarm non possano piacerti, ma con un pò di professionalità potevi parlarne visto che erano il gruppo headliner (ed hanno fatto anche un buon concerto) , evitando di deridere i fans.
    Sinceramente i Uochi Toki mi hanno annoiata e non poco, proprio perchè ero arrivata fino a Roma per il Teatro degli Orrori, che ho trovato fantastici. Forse la voce del cantante, ovvero PierPaolo (non capisco perchè lo chiami Giulio che se non ricordo male è il nome del bassista del gruppo)spesso non si capiva molto, anche per chi come me ed altri conoscevano i pezzi suonati. Ma nonostante ciò hanno fatto un buon concerto, con una energia che raramente ho visto fuoriuscire da un gruppo italiano.

    Saluti, sperando che le prossime recensioni siano migliori.

  • Un Report degno di uno che ha i paraocchi!!!
    Bella merda,complimentoni!!

  • NON parlare di un gruppo mi sembra un messaggio chiaro (che magari non tutti colgono). A me quella di Gabriele pare una scelta mirata e non una dimenticanza né una mancanza di professionalità o una ridicolaggine.

  • io

    i TARM hanno fatto cagare.

  • Grazie per la recensione…Rispetto le scelte di chi ha fatto l'articolo anche se non le condivido,ma la libertà di parola è un diritto irrevocabile ad un giornalista che può ritenere giusto non parlare di un gruppo,anzi dirò di più,forse il concerto glielo hanno rovinato 4 idioti fanatici con le maschere e sappiamo tutti quanto sono insopportabili i fanatici delle band!
    Grazie e buon lavoro.

  • :mrgreen:
    :shock:
    :-D

  • I TARM FANNO CAGARE

  • "PS: Il GENIO della serata era un depressive metal appoggiato al muro, con il trench lungo, che tira fuori dalla tasca un cubo di Rubik e inizia a smanettarlo a caso."
    fantastico.

  • bravissimo, e non solo perchè hai tralasciato i TARM; il teatro degli orrori è un progetto mostruoso, il loro primo disco è di una violenza annichilente ma di quella buona, pregna di una poeticità decadente che trafigge il cuore oltre che le orecchie. Questo è IL gruppo italiano..