E’ sempre tempo di togliersi qualche… dente

  • Francesca di Track_Tor incontra Dente poco prima della rocklabnight del 15 febbraio al SinisterNoise. Ecco cosa ne uscito fuori da questo pazzo incontro:

    Rocklab: Intervista un po’ problematica perché entrambi abbiamo la “r” moscia.
    Partiamo dall’inizio: hai 18 anni e cominci a suonare, 2 band, Quic e poi ne La Spina; perché il passaggio a solista?

  • Dente: Bò non è una scelta, è una necessità, come si dice in televisione. E’ andata che facevo canzoni, le scrivevo di mio ed è andata così, ho avuto un po’ di riscontro e quindi sono andato avanti.
  • R: Quindi un po’ hai deciso la tua strada…
  • D: Ho deciso di non decidere, non ho detto “adesso faccio questo”, pian pianino ha cominciato a funzionare, ho visto che la gente s’interessava a queste cose e mi ci son buttato dentro.
  • R: Io ho letto un’intervista molto immaginaria (apparsa su un numero di rockitmag, ndr), di cui parleremo più avanti, in cui si fa accenno alla storia del cielo in una stanza (lui avrebbe conquistato una donna mettendole nelle orecchie le cuffie per farle ascoltare la canzone dopo averla circuita di parole profonde n.d.r.), deduco sia tutta inventata?
  • D: si si è tutto falso…
  • R: bella però, sei un paroliere tu…
  • D: si grazie, la prendo come un complimento
  • R: Lo è
  • D: Si si quell’intervista è completamente inventata ed ero assolutamente all’oscuro di tutto. Quando è uscita ho avuto un ottimo riscontro da gente che veniva ai concerti e ridiceva “ah, però lo parli bene l’italiano” (nell’intervista si diceva che fosse nato in Transilvania n.d.r.).
  • R: Lì per lì abbiamo pensato che ti piacesse dare versioni distorte sulla tua vita, cosa che fanno molti dando biografie inventate. In quell’intervista immaginaria “tu” dicevi di essere nato in Transilvania e poi esserti trasferito in Italia e che avresti convinto il giornalista a scrivere di averti incontrato in una sala da tè per poter intitolale l’articolo…
  • D: “Non c’è due senza tè”….ehehe
    Questa intervista non l’ho fatta io è una cosa che si è inventato questo tizio. Ero a Firenze e una mia amica mi ha portato questo giornale dicendomi “vuoi leggerlo??” e io ho risposto di si e lei “sei sicuro??”. Al momento ho riso poi ho visto che la gente lo credeva davvero e ci son rimasto un po’ male.
  • R: Il giornalista racconta anche di averti tirato un pugno una sera a Milano in cui lui era ubriaco e tu forse molesto o logorroico. Questo è vero però?
  • D: Si, questo è vero. Eravamo in un locale a Milano, ci hanno presentato e lui mi ha tirato un pugno in pancia così, ci siamo conosciuti in questo modo e ci odiamo tutt’ora, c’è un amore odio… io gli voglio anche bene in fondo, lui forse no…
  • R: Bè penso proprio di no direi… Questa sera ci presenti il tuo nuovo ep “Le cose che contano”, quali sono per Dente le cose che contano? Le hai inserite nel tuo disco?
  • D: No, non le ho inserite nel mio disco, “le cose che contano” è un gioco, una canzone gioco, è una filastrocchetta, è una canzone che non mi piaceva all’inizio, che non sentivo molto mia e quindi ho provato a proporla a un po’ di gente, l’ho proposta anche a Bugo e l’ha rifiutata e quindi ho detto “se non la fa neanche lui la faccio io”. Allora ho recuperato altre 3 canzoni che parlavano di numeri o comunque che centravano con la matematica, li ho raggruppati e ho voluto dare una veste simile a tutti e quattro i pezzi. Sono quattro canzoni registrate in modo diverso da come lavoro io.
    Io ho sempre lavorato da solo, ho registrato con dei validi e valenti musicisti, in uno studio di Bologna che è Magazzino, abbiamo registrato tutto in presa diretta, suonando, quindi doveva venire fuori una cosa abbastanza retrò e molto suonata cioè che si sentisse proprio la puzza di polvere della stanza. Secondo me è venuto un bel lavoro nonostante sia convinto che non rappresenta appieno quello che sono io, nel senso che sento che ci hanno messo le mani degli altri, in modo meraviglioso però ad esempio il mio disco precedente lo sento molto mio perché l’ho fatto dall’inizio alla fine, completamente da solo.
  • R: L’album, invece, esce in autunno prossimo?
  • D: L’album vero e proprio dovrebbe uscire in autunno prossimo. Devo ancora cominciare a registrarlo quindi siamo ancora un po’ indietro. Però l’idea è quella di tenere abbastanza botta come si dice dalle mie parti. È uscito un mio primo disco a novembre del 2006, l’altro dopo ad aprile 2007, questo qua adesso (marzo 2008 n.d.r.), visto che comunque di materiale ce n’è vogliamo tenere su l’andazzo.
  • R: C’è della gente che dice che sei sopravvalutato, le hai lette le critiche sui vari forum? Molti fan sono rimasti un po’ delusi dal live, cosa rispondi?
  • D: No, dove le hai lette?
  • R: Stasera l’ultima sul forum di rockit (15 febbraio 2008 n.d.r.), si parlava dello scorso MiAmi Festival…
  • D: Ah si? Non lo so io non lo guardo perché non ho internet. Cosa gli rispondo? Che i gusti sono gusti e il mondo è bello perché vario.
  • R: ok !?!… Volevo invece ora anche sapere come sei entrato in contatto con la Jestrai Records perché tu con loro hai pubblicato il tuo primo disco nel 2006.
  • D: Esattamente, sono entrato in contatto perché loro avevano organizzato una serata a Fidenza che è il mio paese natio.
  • R: Ah ma non sei nato in Transilvania???!!??
  • D: (ride) eh eh no son nato a Fidenza, in provincia di Parma, e avevano organizzato questo festival lì in un circolo, è saltato il concerto della loro band e allora i ragazzi del locale che mi conoscono mi hanno chiamato per sapere se tappavo questo buco. Sono andato e c’erano i ragazzi della Jestrai che mi hanno visto dal vivo e mi hanno proposto di lavorare con loro; così è nato tutto quanto insomma.
  • R: Paradossalmente il tuo primo lavoro esce con un’etichetta che ti porti ancora appresso e che è una delle più forti nell’underground italiano.
  • D: La mia etichetta? Si ti ringraziano. E’ vero è un po’ più su di altre etichette italiane, il problema è che in Italia ci sono troppe etichette un po’ farlocche, fasulle, un po’ inventate, un po’ “a casa mia records” , “cameretta dischi” che tolgono lo spazio, ce ne vorrebbero la metà che lavorano meglio secondo me. La Jestrai è un’etichetta che lavora bene, quando vede come nel mio caso che sta andando bene, sta funzionando abbastanza e c’è riscontro da parte della gente. Speriamo che non vada a finire speriamo che vada e basta.
  • R: Hai dichiarato: “se uno si becca un mio concerto si spara”, questo perché tiri fuori nelle canzoni delle cose molto personali. Poi però pubblico e critica ti hanno dimostrato il contrario, cosa pensi adesso della tua affermazione?
  • D: Continuo a trovarla una cosa abbastanza strana il fatto che la gente si sia appassionata a queste canzoni perché resto dell’idea che siano cose abbastanza personali e abbastanza pesanti, per fortuna è la mia valvola di sfogo. Mi sfogo scrivendo canzoni e non altro…
  • R: Non tirando pugni in pancia alla gente…?
  • D: No eh eh, non faccio male a nessuno e il fatto che la gente si sia appassionata alle cose che faccio mi fa contento, non me l’aspettavo. Quando vedo gente ai miei concerti mi sento proprio bene. La cosa strana è che quando le ho scritte non avevo assolutamente idea né di fare un disco né concerti, non avevo proprio intenzione di fare questo mestiere.
  • R: Sei un po’ fissato con la matematica, vero?
  • D: Non è che son fissato, mi piace la matematica, mi piacciono i ragionamenti, la logica. Ad esempio quando scrivo una canzone e dico che è finita vuol dire che c’è logica, un inizio e una fine, mi torna tutto. Nella mia testa è una logica, non riuscirei neanche a spiegarla. Quando mi sono confrontato con le canzoni sui numeri è stato bello perché la logica non era soltanto nella mia testa ma anche in quello che stavo scrivendo.
  • è un grande :D

  • si ma c'ha il dente avvelenato e batte sempre dove il dente duole….

  • ho avuto la fortuna di vederlo esibirsi in un localino a perugia…l'ascoltavamo in 4, tra tutti i presenti. Mi è piaciuto un sacco come tipo, fantasioso e sicuro sul palco, simpatico e un po' strambo. Bravissimo una volta iniziata l'esibizione, chitarra voce e basta. Gli ho pure scritto e mi ha risposto cordialmente…queste cose si apprezzano sempre.