Intervista a X-Marillas: Bravi, belli e intelligenti

  • Ormai posso dire che di concerti ne ho sentiti un bel po’, ma veramente pochi gruppi sanno essere divertenti come i marchigiani Camillas e i lombardi X-Mary, se poi queste due realtà si uniscono come fanno nei concerti X-Marillas gli effetti sono incalcolabili.
    I Camillas giocano con un pop orecchiabile e accattivante condito da testi tragicomici e momenti di puro cabaret, gli X-Mary invece si rivelano indefinibili da un punto di vista musicale, capaci di saltare di palo in frasca con la loro musica.
    Ecco quindi un’intervista incrociata con le due band, nella speranza di capirci qualcosa.

    Rocklab: Partiamo da questo vostro sodalizio. Come nasce l’avventura X-Marillas? Se doveste fare un riepilogo della lunga serie di date che avete fatto assieme quest’inverno quali sono le cose più positive che vi siete portati dietro da questa esperienza?

  • X-Mary: Come nasce: ci siamo conosciuti e innamorati al secondo/terzo ascolto reciproco di “Mi dai fastidio” e “Zucca” sulla compilation Tafuzzy 2007. Poi abbiamo scoperto altre affinità, come quella per la buona tavola e per le canzoni che fanno ridere e ballare. Le date dell’inverno 2008 sono state una specie di gita di quinta superiore, risate sfrenate, viaggi stancanti e un grande senso di fratellanza, dai pezzi suonati assieme alle soste in autogrill.

    Camillas: Abbiamo sperimentato la convivenza artistica, la frattura con il fluire quotidiano, che t’impantana nel dindon giornaliero. Abbiamo cambiato paesi e città, ballato al ritmo di diverse configurazioni autostradali, ammiccato ingenuamente a noi stessi sopra e sotto il palco, cercando una via diversa all’esibizione spettacolare fine a se stessa, duplicatisi in una ritualità francamente improponibile. Abbiamo imparato che il rocknroll è sudore individuale e sorrisi collettivi.

  • R.: Caratteristica di entrambi i gruppi è quella di prendere la musica come un gioco, di divertirsi e divertire prima di tutto suonando. Questo però porta al rischio di prendere sottogamba le vostre proposte. Quanto bisogna prendervi seriamente e quanto prendete seriamente quello che fate?
  • C.: Abbiamo riflettuto a lungo su questa domanda, fino a spegnerci lentamente….stoppini sonori, abbiamo visto il fumo del nostro fuoco che piano piano saliva al cielo, andando ad iscrivere a chiare lettere un’ infinità di parole magiche, che rapidamente abbiamo trascritto ed inciso a sangue nel nostro interno coscia….in tal modo, ogni volta che qualcuno ci prenderà sottogamba, si troverà costretto a leggere formule rituali, che lo trasformeranno, in una successione demoniaca, in alligatore-pennello-timbro-carburante-sbuffo di vulcano e da ultimo membro molto serio degli Xmarillas, venendo così a chiudere perfettamente il cerchio dell’universo. La nostra serietà risiede nel fatto che noi facciamo tutto davvero, che siamo proprio lì dove ci vedete ed un attimo dopo, magia!, siamo lì vicino a voi.

    X-M.: Mah. Forse chi prende sottogamba pensa che per essere Arte la musica debba essere complicata oppure difficile oppure tormentata oppure deturpata; oppure forse crede che facciamo le capriole apposta per farci notare, anziché illuminare la scena con parole forti o sottile sarcasmo. Il fatto è che nella vita noi siamo davvero così giocherelloni e casinisti, quella che proponiamo non è una maschera di noi stessi né una costruzione artificiosa (ripeto: siamo dilettanti, mica Artisti) e questo penso valga anche per I Camillas. Detto questo, non chiediamo certo che tutti ci “capiscano” o afferrino quanto siamo bravi, belli e intelligenti, non sarebbe normale.

  • R.: Come vedono dall’interno gli X-mary e i Camillas il panorama musicale indipendente italiano?
  • X-M.: Ricco, brillante e molto meno omogeneo di quanto si possa credere, meritevole di essere seguito, pieno di cose belle che succedono di continuo. Pieno di brave persone, per quanto ci riguarda. I Chewingum sono bravissimi, i R.U.N.I. hanno fatto un disco splendido, i Morkobot sono nostri vicini di casa e li stimiamo un sacco. Ci sono tante musiche diverse, questo è il bello.

    C.: Internazionale! Scevro da limiti! Affezionato alla lingua italiana, ma capace di adagiarsi molle sulla lingua egemone! Pieno di giovani! Di chitarre! E ciascun gruppo può superare se stesso, facendo risuonare in sé tutti gli altri! Aftercunts, Subbrace, Baubau, Sworn in gourm, Dadatape, Hipufordevasco, Bugochi Butochi, Diuppy Frive….

  • R.: La vostra forza è palesemente il palco, il concerto come festa, la partecipazione del pubblico. Come nasce la vostra dimensione live? Pensate di riuscire a catturare questa forza comunicativa anche nei vostri dischi o affrontate il lavoro in studio in maniera diversa?
  • X-M.: La nostra dimensione live nasce a furia di suonare, ci siamo trovati bene dall’inizio e ormai certi automatismi (improvvisare la scaletta, improvvisare le canzoni, improvvisare i testi) ci vengono naturali. Quando registriamo cerchiamo di aggiungere finezze che dal vivo non possiamo concederci (sovraincisioni, mix più curati etc.). Dopotutto, giocare con il mixer può essere divertente quasi quanto giocare in concerto.

    C.: Speriamo! La dimensione viva ha una sua pregnanza di tempo e spazio, una pregnanza che guarda… non sappiamo come farne a meno quando abbiamo quelle ritagliolate ore in studio, fra lavoro famiglia tempi da incastrare! Ci piace tanto stare in quello spacco d’esperienza, insieme a tutti quelli che abbiamo intorno e che vorremmo addosso, dentro, sotto, sopra…in un vorticare di posizionamenti, che mettano in crisi la struttura bidimensionale dello spettacolo musicale. In studio, accidenti, è più difficile…ci divertiamo indubbiamente a fare avanti ed indietro dallo stanzino alla sala regia, a mettere su e giù le cuffie, ad accordare, a riprovare, a mostrare soddisfazione o invece a rimanere lì, dubbiosi, sul fraseggio della chitarra o su un inopportuno vocalizzo. A volte ci addormentiamo sulle poltrone. Sempre mangiamo. Bello quando il cibo te lo preparano gli amici.

  • R.: Chi sono gli X-mary e i Camillas quando non tengono gli strumenti in mano? Prendete la vita di tutti i giorni con la stessa leggerezza con cui affrontate la musica?
  • X-M.: Sì, se no penso che avremmo smesso di suonare da un pezzo, o forse non avremmo mai iniziato.

    C.: Noi siamo come il contenuto di una padella di popcorn…in alcuni momenti siamo bianchi e leggiadri, in altri duri e neri, bruciacchiati sul fondo. Oppure siamo come le nuvole del cielo, gonfi di pioggia e minacciosi, oppure striati e pacifici. Nelle giornate intense, la nostra leggerezza prende la forma delle parole che le suore si scambiano nei conventi. Nelle giornate di svago, ci impuntiamo sulle spalle degli amici, che finchè non ci danno soddisfazione non possono sperare di fare a meno di noi. Sicuramente quando non abbiamo gli strumenti in mano, ci mancano!

  • R.: Un amico prima di un concerto degli X-Mary mi diceva come in Lombardia ci sia una bella legione di fans che segue il gruppo; allo stesso modo tra Camillas, Dadomatto, Chewingum, un notevole elenco di etichette e concerti… la striscia di terra marchigiana che va da Pesaro ad Ancona sembra un terreno fertile per certa musica, i Chewingum mi raccontavano che nei bar capita di sentire i lavori dei gruppi della zona, che c’è molto supporto. Cosa potete raccontarci delle vostre realtà locali?
  • C.: Geograficamente, possiamo dirti che la zolla adriatica va proprio da Senigallia a San Colombano e che nei prossimi 10 anni i movimenti tettonici porteranno ad un’emersione di queste terre, così che ci vorranno almeno tre scalini per scendere da San Colombano e dirigersi a Milano. Lo stesso dicasi per Ancona. Questo terrapieno è già in lenta emersione e noi non siamo altro che semplici umani, particolarmente sensibili, che interpretano questo sollevamento e ne lasciano traccia sonora. Per questo tutti ci vogliono bene. Perché condividiamo un destino ed una storia.

    X-M.: Noi viviamo una situazione strana: ormai sulla Riviera ci troviamo a nostro agio come fossimo a casa; anzi, in proporzione al territorio, quassù ci conoscono bene soltanto nel lodigiano, laggiù abbiamo tanti tantissimi amici fra Riccione e Ancona. Comunque, sì, penso sia un fattore umano, più che le affinità musicali (che ci sono ma non sono dominanti), ad avvicinarci sono state quelle umane, la testa il cuore la simpatia e il modo di fare.

  • R.: Per finire quali saranno i prossimi passi delle due band? La vostra collaborazione si fermerà ai concerti come X-Marillas o andrà avanti anche in altre forme?
  • X-M.: Vedremo. Ci piacerebbe registrare qualcosa ma non sappiamo cosa, siamo un po’ come due innamorati che si corteggiano ma ancora non si sono baciati con la lingua.

    C.: a me piacerebbe molto che suonassimo insieme all’interno di un cono, vestiti da gusti crema e gusti frutta.