Jova&Vasco B. La strana coppia

Da 36,80€ a 59,80€: questo è il prezzo per vedere Vasco Brondi (artisticamente noto come Le luci della centrale elettrica) che apre 12 date del tour di Jovanotti negli stadi e nei palazzetti. Non ci aspettiamo quindi di trovare fra il pubblico un gran numero di fans de Le Luci per questa nuova impresa del cantore della bassa padania industrializzata, ma crediamo che l’intenzione sia quella di presentarlo appunto ai fan del Jovanottone nazionale.

Il Jova aveva già in passato espresso apprezzamenti per i testi di Brondi, in una intervista nella quale si lamentava del fatto che in Italia le radio passano sempre la stessa cosa: “…Fosse per me andrei tutte le sere a sentire Le luci della centrale elettrica o i Tre Allegri Ragazzi Morti. Li adoro. È un paese sbagliato questo se non finiscono nella top ten. In radio non li passano, ma non capiscono. È roba pop, perché non li mettono?” chiosava poco tempo fa su XL di Repubblica. Non ci è voluto un nano-secondo per fargli notare che se è lui a riempire le radio con l’heavy-rotation dell’ultimo singolo, hai voglia a parlare di dare spazio agli altri!

A dire il vero non è la prima volta che il Cherubini mostra questo perverso gusto nel mischiare le cozze con la marmellata: portare i 99 Posse in tour al nord è stata una impresa lodevole, ma dare l’apertura ai CSI lascia un retrogusto un pò amaro…

E Brondi? Brondi è così contento che con l’occasione che ha, ovvero quella di calcare i palchi più grandi d’Italia, decide di godersi il palco da solo mollando a casa la band che lo ha accompagnato nel tour del secondo album (questo Per ora noi la chiamaremo felicità, che ha sì venduto 10.000 copie, ma ha riscosso critiche peggiori rispetto al debutto). Magari lo fa per non rendere troppo difficile il cambio palco a Jovanotti, per chiedere un cachet più basso, per poter viaggiare sul bus con Lorenzo dividendosi la salama da sugo, ma sono quasi certo che la band non l’abbia presa benissimo. Ingrato.

E’ davvero tosta. Tosta perché Jovanotti ha un pubblico – scusate il gioco di parole – da stadio, cioè  immenso ma anche generalista. Tosta perché presentarsi chitarra e voce su un palco enorme vuol dire che devi possedere una buona dose di carisma, o almeno essere un one man show, e Brondi, da vero introverso qual’è, manca di tutte e due le qualità citate. Tosta perché a questo tipo di concerti ci sono anche tante famiglie, e vagli a spiegare a tuo figlio quello che Vasco B. sta urlando. Tosta perchè chi ascolta Jovanotti, probabilmente non vuole sentire parlare di guerre fredde, di deserti libici, di centrali nucleari, di respingimenti in mare, cioè di tutto ciò che Cherubini ignora da molto tempo nei suoi brani. O dobbiamo aspettarci un nuovo LigaJovaPelùBrondi?

Foto di Vasco Brondi by Riccardo Ruspi

  • Johnjohn

    Caro Giovanni, non credo alle ragioni economiche. Da quanto so i supporter di questi tour sono trattati come le merde. Zero rimborsi, zero cachet, zero tutto.
    Forse ha lasciato a casa la band proprio perché non aveva possibilità di pagarli, alla fine D’Erasmo, Corti, ecc ecc mica ci vanno gratis a suonare!

  • Sergio

    sicuramente i soldi della SIAE non si mette a dividerli con i turnisti