Martial Canterel – You Today

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Febbraio 2011 Wierd Records myspace.com/martialcanterel

Occupy These Terms

Presente retrofuturista. Wierd record, Brooklyn. Sean McBride, in arte Martial Canterel (in riferimento al protagonista di Locus Solus di Raymond Roussel, esponente dell’avanguardia letteraria e aderente alla patafisica, che nella sua opera usa la simbologia dei “balocchi” per approfondire la psicologia umana e le sue trappole oniriche) si divide in diversi progetti: Three to Forgotten, Xeno & Oaklander  (quest’ultimi insieme all’artista di Cold Cinema, Liz Wendelbo), ed  il suo ultimo act, appunto Martial Canterel.

Influenzato sin da giovane dalle atmosfere e le sonorità di Front 242, SPK e Depeche Mode, senza dimenticare i Tangerine Dream, si è concentrato nello studio della musica elettronica, dei sintetizzatori e della musique concrète. Considerando l’uso di strumenti analogici non come limitazione, ma come una libertà passata mai del tutto esplorata (e affascinato dal gusto più complesso e entropico delle moderne produzioni), Sean si fa circondare da Serge Modular (serie ’79), ARP 2600, ARP Odyssey, Roland System 100, Roland SH 101 e infiniti altri,  dentro un habitat artistico volutamente claustrofobico, che vuole ricordare un futuro immaginifico (quello  immaginato negli anni ’70 e ’80, quando questi strumenti sono stati costruiti) che non si è avverato.

Dentro quest’ottica il gusto dominante all’interno dell’ultima opera di Martial Canterel è ben sintetizzata dalla copertina: Anni ’40. Un hotel a Parigi. Finestre aperte ma nessuna figura umana. Blu\azzurro dominante. Freddo, Gelo.

Il principio di questo futuro-passato si delinea in Occupy  These Terms, una corsa psicologica in overflusso di dati dentro un piccolo sciame di azzurri synth. Si stabilirà e manterrà un’epica violenta e spaziale, quasi a cercare una colonna sonora per un corto in tributo a Dune (Market oppure The Empty Sand), mentre i ritmi crescono di intimità e complessità. A volte creano miraggi assurdi, come la breakcore sotto plasmon di You Today o l’IDM paraplegica  di Secret Stores, ma tutto muore in  For Us, ovvero un requiem di 8bit fracassato. Una testa decapitata dentro un commodore 64. La cold\minimal\synth wave  ricreata in vitro da Martial Canterel è gustosa quanto un sushi.

Sembra minimale e di moda. Sembra breve nella sua sintesi come opera artistica, ma contraddice queste impressioni grazie ad una ricerca personale & appassionata che lo rende un decadente naturalizzato, un poeta meccanico uscito da una bolla interdimensionale.