Pains Of Being Pure At Heart – Belong

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)
29 marzo 2011 Pias thepainsofbeingpureatheart.com

Belong

Su quest’album è stato ormai già detto tutto. Ma un’ analisi in più magari ci può stare, anche se l’argomento è stato ampiamente sviscerato. L’album è una megaglassatura pop esasperata del precedente, più ispirato a sonorità sulfuree da incazzatura della prima frontiera indie-pop.

Adesso loro, in modo definito e con una copertura di spalle da paura per quanto riguarda la produzione, ci stanno dicendo “abbiamo vinto, l’indie-rock è nella sua massima espressione di fruibilità di contenuti e noi vi riveliamo il nostro serafico sorriso di chi si può esprimere”. La transazione dei loro contenuti verso il pubblico, la celebrazione delle loro influenze, l’adeguatezza delle circostanze ad accettarle: tutto questo fa dell’album il segno di un’epoca. I passi di un gruppo musicale attraverso gli eventi ed il modo di saperli riflettere fa della musica una realtà tangibile.

Chi legge l’album con la luminosità sbagliata, chi lo guarda da un angolo troppo defilato cercando la sostanza profonda, non la trova. La sostanza, adesso, è in superficie e i The Pains Of Being Pure At Heart ci stanno dicendo che adesso è possibile essere appariscenti e validi, essere spensierati e fornire un suono forte, citare musica che pochi conoscono e risultare commoventi. Mi dispiace solo per chi non ne riesce a sentire le vibrazioni.