The Feelies – Here Before

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Giugno 2011 Bar None thefeeliesweb.com

Time Is Right

Dopo circa vent’anni dall’ultimo LP licenziato dal gruppo del New Jersey, The Good Earth, riecco i Feelies riuniti per una nuova creazione.

Il Gruppo genitore di Crazy Rhythms, disco che nel 1980 fu introdotto dal singolo uscito su Rough Trade Fa ca la era il portabandiera dell’unione fra il rock americano degli anni settanta e le innovazioni portate avanti da Television, Velvet Underground & co.

Capace di fondere tradizione e innovazione la band di Glenn Mercer e Bill Million riusciva a combinare intrecci innovativi di chitarra, tra la nascente no-wave newyorchese e nuove possibilità strumentali (chi non ha sentito forse odor di math\post rock?), urgenza punk e melodia.

Vittime di un successo ambiguo e di una direzione senza scopi, i fondatori intrapresero progetti paralleli tra cui The Trypes, Yung Wu, e The Willies; di volta in volta queste band esterne enfatizzavano certi aspetti della band orginaria: la base folk-rock, la creatività strumentale più astratta e il lato più poppy. Andati poi allo sbando, si riuniscono per dare luce al già citato The Good Earth nel 1985, e di nuovo riperdere i contatti fino ad oggi.

Sinceramente, e non scopro niente di nuovo, è pericoloso trattare di  reunion-album, soprattutto nel caso di band che si sono mostrate eccezionali nel passato. Era quindi oggetto delle mie paranoie e dei più delicati dubbi trattare questo nuovo LP, non sapendo bene con quali aspettative affrontarlo.

Here Before è un album fresco, a metà strada tra primavera ed estate. È un album spoglio di ricerca e di derivazioni sperimentali o comunque legate ad un gusto amelodico. Si presenta anzi come un perfetto percorso pop tra il folk rock ‘60s di Bob Dylan e l’indie-pop americano dei primi anni ’90.

C’è molto gusto C86 dentro un’atmosfera generale di piacevole e sbarazzina giovinezza spensierata che non si fregia di particolari ritrovati strutturali, ma solo di un’ottima capacità artigianale di scrittura.

Pezzi retrò come Should be gone Again Today bilanciano il fragore appena punk-rock di Time is Right, e il ruffianesimo alternative-chic di Nobody Knows.

Un album che, se ascoltato scordandoci di cosa sono stati i The Feelies,, diventa un disco da ascoltare e ri-ascoltare più volte. Malizioso e giocoso come pochi.