A Toys Orchestra – Midnight (R)Evolution

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18 Ottobre 2011 Urtovox.com atoysorchestra.it

Midnight (R)evolution

È sempre stato così per i gruppi italiani che cantano in inglese, avere uno stile melodico originale ed unico è sempre stato quasi impossibile, legati più dei gruppi italiani che cantano in italiano a paragoni con band ed artisti stranieri e quindi ad accuse di copiare questo o quello.

Gli A Toys Orchestra, invece, sono riusciti a trovare una loro cifra stilistica ben precisa. Ma non certo da questo disco, bensì dal 2001 anno di pubblicazione di Job; il loro stile è ormai unanimemente riconosciuto, la scrittura di Enzo Moretto, le tastiere di Ilaria De Angelis, ecc… ormai si riconoscono dopo pochi secondi.

Tant’è che appena metto il cd e sento “Midnight (R)evolution” (primo singolo del disco) penso tra me e me, ecco il solito bel pezzo degli A Toys Orchestra. Mi viene da storcere il naso anche dopo con “Pinocchio” e comincio quasi a tirare le fila di un gruppo che sembra autocitarsi senza troppa fantasia come, in parte, era successo con Midnight Talks.

Ma la smentita è dietro l’angolo ed accade con “Lotus”, pezzo ispiratissimo dove gli A Toys sperimentano con un arrangiamento d’archi curatissimo (che arriva a richiamare alcune soluzioni post come succede in molti altri brani). Succede ancora con “Aphelion”, ballata folk impreziosita da sperimentazioni vocali interessantissime, o ancora un pezzo come “Welcome to Babylon” che sembra richiamare gruppi come White Lies o Editors nelle intenzioni.

Questo Midnight (R)Evolution sembra anch’esso un disco di transizione (come lo era stato il predecessore), ma dove finalmente gli A Toys Orchestra si permettono di sperimentare un pò di più non solo con i suoni, ma anche con le melodie senza perdere quel loro gusto romantico (Goodnight Again oppure Late September) che li ha resi una realtà nata dalla provincia ed arrivata alla ribalta solo grazie alla qualità dei loro pezzi e di cui andare veramente fieri. Non è da trascurare la parte relativi ai testi (cosa che succede troppo spesso con gruppi italiani che scelgono la via dell’inglese), un concept sull’idea di rivoluzione politica in parte, ma soprattutto interiore “Jesus let me know, how can the river flow, Jesus is better that you know, no prayer will calm me tonight, Hey brother do you hear, the wailing of the bear? Cause nobody is without fears and nobody will calm us tonight!”

Dal prossimo disco ci aspettiamo il coraggio di una scrittura che segni un passo avanti definitivo senza guardarsi troppo indietro, senza pezzi “cuscinetto” come Midnight (R)Evolution o Nightmare City, la band di Agropoli (ormai in pianta stabile a Bologna) potrà farò quel salto in avanti definitivo che merita davvero.

p.s. Una menzione particolare per il DVD che sarà in allegato al cd che ripercorre la storia del gruppo dal 1996 ad oggi, che noi di Rocklab abbiamo potuto vedere in anteprima, veramente un gioiellino che racconta cosa significa per tanti gruppi in questi anni portare avanti un progetto musicale in maniera seria. Da vedere e far vedere.