Cults – Cults

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Giugno 2011 Itno cultscultscults.com

Bad Things

Scrivere dei Cults ad inizio Ottobre significa decidere se indossare la cotta da chierico ed unirsi all’unanime coro encomiastico oppure vestire i panni del bastian contrario che, come leggenda vuole, morì impiccato. La verità, come spesso accade, non sta né da una parte né dall’altra; alcune volte si pone nel mezzo, ancor più spesso al di fuori di tutto.

A Madeline Follin (voce) e Brian Oblivion (tutto il resto) va sicuramente dato il merito di aver scelto tempi e modalità giuste per uscire allo scoperto: un paio di brani piazzati in rete ed ecco che nel giro di pochi mesi ci si ritrova alla corte di Lily Allen con un contratto della Universal in tasca.

I due attingono dalla tradizione sixties – o molto più semplicemente dal revival targato Best Coast – e ricamano la semplice struttura compositiva intrecciando ad essa sintetizzatori eterei e loop di batteria esotici; garage, surf e synth-pop sono cuciti sullo stesso abito: fresco d’estate e accogliente d’inverno.

Le atmosfere di “Cults”, omonimo disco d’esordio, disegnano lunghe distese di sabbia rinfrescate dalla pioggia battente e si perdono tra scanzonate filastrocche puerili; Abducted e Go Outside ne sono la prova: pene d’amore  e voglia di uscire sono pensieri che affollano la testa di un qualsiasi adolescente contemporaneo; l’illusione, purtroppo, comincia a scemare dopo la passeggiata notturna (Walk at Night) e pare addormentarsi del tutto nel restante cammino. Rave On riaccende il finale di un disco tutto sommato piacevole che dal vivo acquista maggior muscolosità grazie all’innesto di quattro elementi sul palco.