Architecture in Helsinki @ Circolo degli Artisti – Roma 17/10/2011

Attitudine e Visual: Il palco al Circolo degli Artisti non è molto grande, a maggior ragione se i componenti di un gruppo sono numerosi (ben 6), suonano diversi strumenti (3 synth, quattro chitarre, una batteria elettronica) e hanno l’abitudine di saltare e ballare durante il live.
In ogni caso, loro ce l’hanno fatta: gli Architecture in Helsinki si sono presentati forse un pò stretti negli spazi a disposizione, ma ciò non ha impedito a Cameron Bird e Kelly Sutherland di giocare con piccole coreografie che hanno coinvolto ed entusiasmato il pubblico.
Che ha apprezzato anche il luccichio delle paillettes, i tagli di capelli alla Dave Gahan degli esordi e le montature degli occhiali da sole leopardate e a lenti tonde. Insomma, un viaggio nel tempo che porta dritti dritti alla moda di 30 anni fa.

Audio: A parte un iniziale problema con una cassa, risolto dai tecnici, non vi sono stati disagi di alcun tipo. Esecuzione perfetta, nessuna stonatura e suoni puliti per un live che ampliamente ha soddisfatto le aspettative.

Setlist: In aprile è uscito il loro ultimo lavoro, Moment Bends. Differente dai primi tre album, presenta sonorità sicuramente legate al mondo synth pop anni ’80 con qualche venatura elettronica, per lo più tendente alla dance. Tuttavia la serata è stata il giusto equilibrio fra brani vecchi e nuovi, con una nota: quando hanno iniziato a suonare Escapee (tratta dall’ultimo album) il pubblico si è letteralmente infiammato. Credo sia la conferma che per quanto diverso dai lavori precedenti, c’è chi ha apprezzato molto la chiave più specificatamente pop che è stata usata in Moment Bends.

Momento migliore: Quando personalmente ho compreso che Bird è il cantante, il frontman del gruppo, ma la vera forza trascinante è Kelly Sutherland. Unica donna del gruppo, corista, suona il synth e in parte la chitarra. E’ a lei che si devono l’entusiasmo ed il dialogo col pubblico fra un brano e l’altro. Sempre sorridente, mani alzate, spalle mosse a ritmo: la sua presenza scenica è stata sicuramente una scoperta. Piacevole.

Pubblico: Concerto sold out. Il pubblico (con una forte presenza di stranieri) ha cantato, pogato e ballato durante tutto il concerto. Dalle ragazzine di 15 anni alla prima esperienza di un live ai quarantenni scatenati, ieri sera c’era posto per tutti.

Locura: Durante il bis, a chiusura serata, Sam Perry (chitarrista) ha notato una ragazzina che sottopalco stava fumando una sigaretta. Per un pò i due si sono guardati, e immagino che lei non avesse intuito inizialmente il reale intento di Sam. Poco dopo a gesti lui le ha fatto capire che desiderava fumare, e con uno scambio veloce lei gli ha passato quel che restava della sigaretta. Dopo i saluti, prima di andare nel backstage a spettacolo ormai terminato, Sam l’ha ringraziata con un occhiolino ed un “thank you”. Con un sorriso in volto che non accennava a spegnersi, sicuramente conserverà a lungo un aneddoto particolare legato al suo primo concerto live.

Conclusione: Il 2011 non si è ancora concluso, e come annata musicale ha offerto molto in tutta Italia. Dai grandi nomi a realtà più indie e attuali, è stato un turbine di eventi e buona musica. C’è da dire però che quello degli Architecture in Helsinki resta, per ora, uno dei concerti più divertenti di quest’anno. L’esibizione è iniziata con quasi un’ora di ritardo a causa di problemi tecnici, ma ciò non ha  alterato l’umore dei presenti in sala, che hanno più volte applaudito e fatto sentire il loro calore ad una band davvero interessante.