Orchestra of Spheres – Nonagonic Now

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)
7 Novembre 2011 Fire Records orchestraofspheres.bandcamp.com

Non vengono cantati e suonati così spesso i “bordi delle periferie psicotrope”, le idee satellitanti della mente che pure sono state i veri ed importanti serbatoi del rock;  e dalla solare  Wellington Neozelandese non arrivano solamente i canti d’amore di balene infatuate o black news circa azzannamenti da parte di squali buongustai, ma arrivano anche le strampalerie sconnesse  e gli effetti razzomissile degli Orchestra Of  Spheres, una band che tra contemporaneità, acidi etnici, Gong , MGMT e misture di languori primitivi  sorprende l’ascolto come un cazzotto in fronte durante un dormiveglia indotto, e a dirla tutta, questa formazione – dopo vari repeat scava dentro e questo loroNonagonic Nowriesce ad affrontare coraggiosamente il meno affascinante dei (non) luoghi di quella contemporaneità citata, ovvero il deliro della modernità ai bordi del collasso impattante del candore, dell’innocenza.

Portatori sanissimi di fronzoli e magie rumoristiche, gli OOS vivono la loro musica come moderni aborigeni engineering, incarnazione estrema di dj colti, cut-up-men e una nuova forma solida che mischia tradizioni locali e futurismo, dieci tracce che fanno perdere ogni senso d’orientamento se messe in fila a ripetizione, un delirio oversize – anche molto convinto –  che a suo modo può stravolgere una bella giornata passata in “cassa in quattro”; ovviamente un ascolto off dell’off, ma di un certo pregio sensazionalistico, dada da cima a fondo e impregnato di mille influenze stilistiche che ne fanno una jam session ubriaca e godibile come un pensiero pazzo.

Manu Dibango, Fela Kuti sembrano rinascere al passaggio delle sintomatologie percussive afrobeat di Hypercube, Isness, Boltzmann brain, mentre tutto intorno ruota al suono sghembo e selvaggio di Spacey mood Eternal C of darkness, Borneo, poliritmie e funk acidissimo con punte massime di pazzia collettiva, free come un jazz SunRaiano Toadstone e addirittura western –indocinese nella dolce strapazzatura di corde che circondaSpontaneous symmetry; Jemi Hemi Mandala, Mos Iocoss, Baba Rosaa ed E=MC303, questi i quattro OOS, ci mettono tutta la buona volontà per apparire fuori quadra e all’opposto dei canoni “normali”, e infine strappano una sincera simpatia “aliena” verso il bailamme da 180 Legge Basaglia e ci fanno ricredere sulle forme U.F.O. che già potrebbero inserirsi di nascosto sulla terra.