Ronin @ Dal Verme, Roma – 16/02/2012

Attitudine e visual: Cavalcate ritmiche intense sin dalle prime battute che nella dimensione globale del live assumono sonorità dai contorni molteplici e acuti in grado di arricchire il pubblico che le ascolta. Il sound dei Ronin si palesa così in tutta la sua veemenza e viscerale potenza acustica nella semioscurità del palco del “Dal Verme”. Immerse nella fioca illuminazione del locale, emergono le atmosfere cinematiche proposte dalla band, chiaroscuri strumentali che creano ambientazioni e suggestioni variegate e policrome. Chitarre e basso scorrono perfette, affiancandosi in modo totalmente equilibrato alle sferzate energiche di batteria.

Audio: “Accogliente” e calibrato quanto basta per poter godere appieno delle peculiarità sonore proposte dai Ronin.

Setlist: Un cinematografo di sensazioni che si svela sul palco pezzo dopo pezzo. “Fotogrammi” del concerto sono le lame affilate di Spade, la potenza live di Benevento, la compostezza di Selce, le illusioni wstern di Jambiya e ancora Gentlmen Only, Fenice e un bis senza via di scampo e senza possibilità d’uscita.

Momento Migliore: L’intero concerto da viversi come un lungo e serrato piano sequenza strumentale.

Pubblico: Vista la poca luce, difficilmente individuabile. Sicuramente raccolto, ben concentrato nel poco spazio a disposizione e molto preso dallo spettacolo.

Locura: Concerto che lascia poco spazio a momenti di locura.

Conclusioni: Un film fumoso sotto i riflettori di una luce sbiadita e messa a fuoco dalla forte presenza scenica della band nella scarna scenografia del luogo. Bruno Dorella, Nicola Ratti, Chet Martino e Paolo Mongardi, come personaggi di un film noir girato in presa diretta, delineano così un live ispirato, una colonna sonora davvero ipnotica e impalpabile.