Nel rock spesso succede di assistere a processi evolutivi che culminano con una dipartita, rendendo inimmaginabile qualsiasi successivo sviluppo. Pensate poi a quanto pessimismo possa diffondersi tra gli accoliti delle band in questione, se per dipartita s’intenda quella della figura più carismatica, il frontman. Quando i Turbonegro persero Hank Von Helvete gettarono i propri fan nello sconforto più totale. Uno sconforto aumentato di volume nei mesi successivi il trauma, grazie ai video comparsi in rete nei quali Erik Dyvik Husby – Il nome da bravo ragazzo- canta cover dei Nirvana per la televisione Norvegese. Capirete bene il perché molti di noi avessero chiuso momentaneamente a chiave il progetto TRBNGR in un cassetto per soffrire il meno possibile. Poi qualcuno ebbe il colpo di genio –Il solito Happy Tom -, comprendendo quanto un approccio primordiale fosse necessario per convogliare nuova linfa verso una creatura ormai orfana della figura portante. Si scelse Tony Sylvester –Ex Duke Of Nothing- e non fu subito amore, specie per chi ancora nutriva un certo debito di riconoscenza nei confronti Hank, ma alla luce di Sexual Harassment quella scelta risulta la migliore possibile in relazione al processo di retox musicale in atto.
Sexual Harassment è la bomba al napalm su cui qualche militare ha pitturato col mascara frasi ingiuriose come: “I got erection“. Invece “I got a knife” apre la porta “in faccia” al nuovo ri-corso death-punk con la furia dell’hardcore eighties, base proveniente direttamente da Damaged dei Black Flag ed il ringhio del nuovo re ciccione che non risparmia niente e nessuno. “Hello Darkness pesca a piene mani dall’universo Ass-cobresco donandoci una novella “Turbonegro Hate the Kids” dal piglio oscuro. Un assalto all’arma bianca che non dimentica nulla del proprio passato apocalyttico -Shake Your Shit Machine, Buried Alive - rileggendolo e confrontandolo con la classicità hard Tight Jeans, Loose Leash, Rise Below degli ultimi lavori. Il singolo “You Give Me Worms”, donatoci in anteprima già da mesi, correlato dallo splendido video Volcom-style girato in Italia, risulta il pezzo meglio riuscito del lotto, un connubio di ritmo, potenza e coretti glam.
In sintesi “Sexual Harassment” picchia duro come: “un negro sessualmente dotato ed armato fino ai denti alla guida di un bolide, mentre vaga per la città in cerca di vendetta” (cit.). E voi avete anche il coraggio di rimanerne fuori? Illusi, è impossibile.

















































