Neil Young – Postepay Rock In Roma 26/07/2013

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Attitudine e Visual: Suggestioni senza tempo che, cavalcando le onde degli anni, si riversano copiose sul palco del Rock In Roma e si modellano nella figura di Neil Young, moderno cowboy con cappello, maglietta nera e jeans. Ed è la poesia, quella più vera e grintosa a prendere il sopravvento, mentre l’effige del “cavallo pazzo” appare sullo sfondo. Neil Young conserva ancora tutta la freschezza e l’energia di un tempo, quella voce forte e delicata al contempo capace di aprire le piaghe dell’anima, disegnando attimi inenarrabili, puntellando l’immaginazione dei presenti. Nessuna parola, solo un “grazie” verso la fine del concerto…è unicamente la musica a parlare nelle due ore abbondanti di live, a esprimersi attraverso gli amplificatori roventi, i lunghi assoli sognanti e infuocati della Les Paul nera, il lirismo vocale e l’intensità dell’inconfondibile armonica a bocca. È la forza delle ballate a incendiare gli animi, mentre è carica e magnetica l’interazione con i suoi Crazy Horse (Frank “Poncho” Sampedro, in maglietta bianca senza maniche con la faccia di Jimi Hendrix, alla chitarra, Billy Talbot al basso e Ralph Molina alla batteria).

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Audio: Sono esclusivamente le emozioni a guidare l’ascolto di un concerto di questa portata, sono le sensazioni del momento a prendere il sopravvento, lasciando in secondo piano possibili “dialoghi tecnici” ed eventuali sbavature acustiche.

Setlist: La setlist alterna attimi di furenti e acide distorsioni, interminabili cavalcate di chitarra a instanti più intimi, sognanti ed evocativi, brani recenti a grandi pezzi del passato, partendo con Love And Only Love, Powderfinger,Psychedelc Pill, Walk Like A Giant, Hole In The Sky. La triade acustica conRed Sun, l’intramontabile e immensa Heart Of Gold e la cover diBob DylanBlowin’ In The Wind, lascia senza fiato per poi cedere il passo alla dolcezza di un piano conSinger Without A Song, a Ramada Inn, Surfer Joe and Moe the Sleaze e all’adrenalina elettrica di Rockin’ In The Free World, suonata per circa venti minuti e reiterata quasi all’infinito tra le ovazioni e i cori dei presenti. La magia si conclude infine con la straordinarietà di Cortez the Killer e Cinnamon Girl.

Momento migliore: L’intensità “color oro” di Heart Of Gold,l’inno generazionale Rockin’ In The Free World e la malia imprevedibile e devastante di Cortez the Killer.

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Pubblico: Il pubblico presente ha rappresentato appieno la fusione di generazioni, quella capacità che in pochi possiedono di riuscire a unire età diverse concentrate in un unico istante. Dai volti traspare stupore e felicità, mentre molti delle prime file sono muniti di striscioni come quello con la frase “Every morning comes the Sun” esposto durante l’esecuzione della splendida Ramada Inn.

Locura: Un concerto come questo fatto di sentimenti, emozioni, vitalità e interiorità vibrante non può presentare momenti di Locura.

Conclusioni: Neil Young incarna lo spirito stesso del Rock’n’roll, un suo live, molto difficile da esprimere con semplici parole, è nutrimento per le oscurità più amene dell’anima, è tumulto interiore fatto di introspezione e condivisione, sogno e realtà, quiete e tempesta. È storia pulsante e utopia pura che dai meandri della terra raggiunge le viscere del cuore. È un rito alchemico di suoni che urla eternamente alla luna..Keep on rockin’ in the free world.

Le foto sono di Marco Loretucci.