M.I.A. – Matangi

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

M.I.A., mortacci T.U.A.

Con affetto, ovviamente, perché è sempre più difficile incappare in un disco che ti faccia cadere dalla sedia come questo. Mathangi Arulpragasam,in arte M.I.A., ci ha sempre vagamente viziati con i suoi floorfiller incazzosi e indiscutibilmente credibili che l’hanno resa l’anti-Madonna per eccellenza; e stavolta non è da meno: il suo devastare l’establishment pop pur ancorandocisi con le peggiori intenzioni e la sua spavalderia inconsulta tipica di chi ha vissuto l’orrore, tornano per la quarta volta a randellare coscienze. Con l’inconfondibile miscela di rap, punk, dancehall e industrial, Matangi si propone come il prosieguo dell’invettiva senza quartieri iniziata con Arular nel 2005: l’attivismo per l’indipendenza dello stato Tamil filtra tra un antiamericanismo latente e una critica sociale che non sfigurerebbe in un pezzo dei Clash, quindi dimenatevi consapevolmente quando sentirete ‘Yala’ o ‘Bad girls’ sparate in un djset random. Il fastidio generato in superficie da questa endometriosi del danzereccio non conferisce affatto pesantezza al disco, che aldilà del rispetto che merita per il suo intento demistificatorio (ci si è immischiato anche Julian Assange), rimane comunque una grande prova: M.I.A. non è più solo la tizia a cui Justine Frischmann e Peaches hanno consigliato di smanettare con il Roland MC-505, ma tiene testa a qualsiasi superproduttore rap in quanto a tessitura e intensità del suono.

L’intelligenza del gioco di rimandi e campionamenti che sta dietro a pezzi come ‘Double bubble trouble’ (strappato da ‘Trouble’ delle “mitiche” Shampoo) non fa altro che confermare la statura di un’artista dalla vita incredibile e ingombrante, ma che non disdegna di crogiolarsi nella faciloneria riscontrabile in ‘Come walk with me’, ad esempio, apparentemente una cover di un pezzo a caso degli Oasis. Il testo di ‘aTENTtion’ meriterebbe un applauso di Bartezzaghi per la sfilza di “tent” (riferimento ai campi per rifugiati) che M.I.A. è riuscita ad infilarci, ma siccome lui avrà altro da fare, intanto l’ovazione la facciamo partire noi.

[schema type=”review” name=”M.I.A. – Matangi” author=”Sara Manini” user_review=”5″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]