Beady Eye @ Orion Club (Roma) – 16/02/2014

ATTITUDINE E VISUAL: fa indubbiamente sensazione vedere la band post Oasis del Gallagher più giovane esibirsi di fronte a poche migliaia di persone in un locale fumoso alle porte di Roma. Ricordo platee ben più esaltanti, dallo stadio Maine Road di Manchester ai Festival di mezza Europa. Comunque l’aspetto scenografico del palco procede a colpo sicuro. I Beady Eye seguono lo stile classico degli oasis, essenziale e diretto come un pugno allo stomaco. A risaltare è il look di Liam, Gem, Chris e Andy, in pieno stile mod revival, dal taglio di capelli al resto.

AUDIO: L’acustica sembra un po’ compressa, specie per il ritmo incessante della batteria di Chirs Sharrock. Infatti dopo qualche pezzo la corrente sembra abbandonare la serata. Fortunatamente si tratta solo di qualche minuto, annegato tra birra e gli interrogativi sulle reazioni degli ex ragazzi di Manchester. Fortunatamente tutto sembra riprendere regolarmente, magari avendo abbassato un pochino il volume.

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SETLIST: Nel classico stile Oasis, anche i Beady Eye si confermano fedeli alla linea scelta. Nessuna concessione a cambi dell’ultimo momento. La band alterna i pezzi da Differente Gear, Still Speeding e dall’ultimo album Be, con una cifra qualitativa superiore per il primo disco. In mezzo c’è tempo e voglia per una buona cover di Wonderwall e Cigarettes and Alcohol degli Oasis.

MOMENTO MIGLIORE: Senza dubbio e inaspettata è l’ultimo pezzo: Gimme Shelter dei Rolling Stones. La voce nasale e stridula di Liam si arrampica alla perfezione sulle note demoniache degli Stones, con Gem Archer che sembra davvero a suo agio sulle atmosfere sixties.

PUBBLICO: Il pubblico è stato eterogeneo, dai vecchi kids che han seguito i Gallagher sin dagli inizi della loro carriera, agli adolescenti di adesso, sui quali la sfrontatezza e la cifra stilistica di Liam producono ancora un effetto per certi versi insperato, anche se la qualità, va detto, non ha più i picchi del bad boy da poco uscito dai quartieri proletari di Manchester.

LOCURA: Mi ha sorpreso molto, avendo conosciuto anche gli Oasis di inizio carriera, vedere Liam interagire col pubblico, fermandosi persino a firmare autografi a fine concerto. Il tempo passa per tutti, anche per i cattivi ragazzi del rock.

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CONCLUSIONI: Sono sempre stato dell’idea che il quid in più degli Oasis fosse rappresentato da Noel. Liam ha avuto però la forza di creare una band forte sia dal punto di vista strumentale che creativo. Gem, Andy e Chris sono dei gran bei musicisti con una esperienza di tutto rispetto. E se chi assiste riesce ad allontanare il fantasma Oasis per qualche istante si troverebbe di fronte una gran bella band, che non avrebbe nulla da invidiare ad altre band come Kasabian o Kaiser Chiefs.