Giuliano Dottori – L’Arte della Guerra

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E finiti da un pezzo “Temporali e Rivoluzioni”, arriva il momento de “L’Arte della Guerra”, terzo disco solista di Giuliano Dottori. Ispirato dal manuale di saggezza e tattica bellica di Sun Tzu,  L’Arte Della Guerra Vol. 1 esce per la nuova etichetta Musica Distesa, fondata dallo stesso Giuliano insieme al fratello Corrado.

Giuliano, già chitarrista degli Amor Fou, compie decisi passi avanti rispetto ai lavori passati. Affronta ed elabora temi molto personali, la famiglia e gli spazi vitali, e sensazioni quali solitudine, tristezza e speranza. La trama delle storie che mette in musica è fatta di scene quotidiane, intime e familiari. Una sindrome un po’ da piccola fiammiferaia, che con delicatezza e semplicità guarda Le Vite degli Altri (alzi la mano chi non ha mai guardato nel giardino del vicino!): […] con le mani in tasca/a guardare gli altri/A spiare dentro le finestre la felicità della gente/[…] A spiare dentro le finestre l’infelicità della gente/la mediocrità degli sguardi…

C’è la paura, e la voglia di combatterla, la voglia di conoscersi e spingersi verso nuovi limiti. Ma c’è anche la speranza: […] Spingerò ancora più vita nell’aria/In questo naufragio che resta sospeso […], nella speranza di una nuova Estate#1107, una stagione prossima, un fresco inizio che manda via quello che è stato, e la voglia di positività: […] La tristezza passerà/e il mondo sarà dalla nostra parte/poserò ogni arma… […].

La Nave, strumentale collocato quasi a metà del disco, fa da intervallo tra i brani cantati. Dalle eco psichedeliche, è una buona pausa meditativa per passare a L’Arte della Guerra. Qui il pianoforte sale e scende con dolcezza, come se si venisse cullati dalla nave della traccia precedente, e sembra di essere in riva al mare. Da non perdere Occhi dentro gli occhi, con poco cantato e un piano che, da indiscusso signore del pezzo, insieme ad archi, arpeggi e cori lontani, evoca atmosfere lunari. Un po’ onirico ed ermetico l’ultimo brano, che appare decisamente autoreferenziale.

Gli strumenti sono sempre usati con viva armonia: chitarre, basso e percussioni si sposano bene, l’ascolto è rilassante e gradevole, ma in alcuni punti non sempre prevedibile e legato pattern irregolari, sorprendenti.

Come sarà il Vol. 2?

[schema type=”review” name=”Giuliano Dottori – L’Arte della Guerra” author=”Alessia Mangiavillano” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]