Talent Radar: Oceaán, Dirty Dishes, Fever The Ghost

Oceaán

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Oliver Cean è un ventenne inglese di origine belga che ricorda James Blake per i suoi pezzi più vellutati e Jay Paul per quelli con i barriti d’elefante. Probabilmente è inutile indicare quale sia il lato di Oceaán che preferiamo. Considerato poi che Jay Paul continua a voler essere più un’entità volatile che una persona e non semina nuova musica da anni, non sarebbe un peccato mortale (sia sotto il profilo etico che quello legale) se qualcuno dovesse usare i suoi elefanti a fin di bene.

Ascolta: OCEAÁN – Your Side
Ascolta: OCEAÁN – Veritas

Dirty Dishes

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L’antipasto di “Guilty”, l’album che uscirà alla fine di gennaio, è “Red Roulette”, un piccolo carro armato shoegaze. I losangelini Dirty Dishes tengono botta sia nei pezzi dal respiro più intimo che in quelli schiacciatutto e frugando un minimo su youtube s’intuisce che hanno pubblicato poco ma suonato parecchio. C’è chi ci sente molte assonanze anche con le band a conduzione femminile dell’era grunge e non è per nulla una cazzata.

Ascolta: DIRTY DISHES – Red Roulette
Ascolta: DIRTY DISHES – In The Clouds

Fever The Ghost

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Il video di “Source” è un dignitoso cartone animato che shakera i dragoni cinesi con delle creaturine fantasy, i templi con le mirrorball e tutto questo con altro bailamme ancora. Chiaro che i Fever The Ghost suonino ad alto tasso di psichedelia, no? Il punto è che il loro pasticcone pop (più MGMT che Tame Impala o Temples) mostra in realtà alcune soluzioni più articolate rispetto ad un cantato che è canonicissimo. Forse dipende da una sottotraccia semi-danzabile che quando emerge sposta la loro musica caramellata su un piano molto più alto.

Guarda: FEVER THE GHOST – Source
Guarda: FEVER THE GHOST – Calico