Fidlar – Too

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Brandon è uscito di prigione. Max ha iniziato la sua carriera di attore – con scarsi risultati. Zac fa surf, anche se risulta difficile a Londra. Ed il resto è tutto riconducibile al binomio Punk-Rock/Surf and Skate culture. Qualcosa a cui sono legati, come del resto lo sono i fan della band. E questo alla luce del nuovo lavoro potrebbe essere un problema:

“I fan del Punk sono il fottuto peggio. Non vogliono che si ottenga la fama, non vogliono che sifacciano soldi, non vogliono essere in salute. Vogliono solo vedere spettacoli in fatiscenti seminterrati, e continuare a bere”

Si, perché “Too” porta con sé un’avvenuta maturazione del quartetto, e non solo artistica. Come in “Bad Habits” dove vengono declamate tutte le scelte idiote che si fanno nella vita. Come quando ti rendi conto di possedere una sensibilità tutta tua e ti vergogni per questo quando ti relazioni con la tua crew di duri e puri – e non c’è nulla di vergognoso nel possedere una playlist segnatamente Pop.

“Potevamo fare un altro album incentrato su tematiche quali: droga, party e pizza, e avremmo venduto tantissimo. Il cambio è stato spaventoso per molti di noi, ma dovevamo farlo”

Però, a fronte di tutta questa presa di coscienza, e proprio grazie ad essa, troviamo nuovamente sangue, budella, vergogna e rimorsi nelle loro produzioni. Tutto descritto alla maniera di un Garage-Punk che non disdegna sortite saltuarie verso certa Pop music – “Stupid Decision“. E’ evidente che i Fidlar siano cresciuti tantissimo negli ultimi due anni, attuando compromessi che non hanno impedito alla band di concepire la maggior parte delle tracce “live”, mantenendo fede alla fama che li vede come “bestie da palco”.

L’energia rimane comunque il trait d’union del quartetto di L.A, capace di inanellare bordate in cui il Punk flirta con il BluesPunks -, il Garage-Punk viene portato all’eccesso – il singolo 40oz On Repeat – ed il Punk’n’Roll sparge selvaggiamente le sue spore made in seventies. Una crescita.