Il nuovo video dei Bluvertigo è uno spasso

Ci sono tanti modi di essere paraculo. Per darne prova, sarebbe bastato bollare il nuovo video dei Bluvertigo “Andiamo a Londra” come: “omaggio alle radici”. Et voilà, ecco a voi un bellissimo botta e risposta a tema. Anche se, oggettivamente, chi se la sente di adempiere al dovere nei confronti di quel ciclo continuo di lingue che umidificano certezze(?) di qua e di là dalla barricata?. Tra l’altro, la cosa potrebbe anche essere argomentata, perché a ben vedere, seppur in maniera bislacca, si può. Da Bowie interpretato da Andy, passando per certi Duran Duran, e chiudendo con un Morgan vestito da Iggy Pop. Un video quadretto fantastico che i Bluvertigo utilizzeranno come volano per il nuovo lavoro in uscita ad inizio 2016 “Tuono – Tono, Tempo, Suono”.

Un impatto scenico impeccabile – Maccarini escluso – che riesuma, in visibile ritardo, quell’afflato chewing e allo stesso tempo vintage (ormai stantio) dei primi Strokes – del video di “Last Nite” -, condendo il tutto con un pizzico di retorica italiota sciatta sull’emigrazione – che di questi tempi si sa, fa “Il picco”.  Una cosa che avrebbero potuto concepire Cochi e Renato, ma con molta più autoironia.

Il video avrebbe anche la pretesa di ricreare la celebre esibizione televisiva di Iggy PopDavid Bowie al The Dinah Shore Show nel 1977. E per quanto si apprezzi l’ironia (grossolana) del conduttore di X-Factor, quello che emerge risulta ben più triviale dell’intento. Ovviamente, il pezzo, scritto a tre mani da MorganGuy Chambers (autore di pezzi per Robbie Williams) e Mika farà il botto.

Però, ci rimane la speranza. Quella di vedere sempre più persone porgersi l’interrogativo: Iggy chi?

  • Andrea

    Perchè non vedere Londra (forse anacronisticamente) come metafora di “emancipazione”, come la New York europea? Meta di un’emigrazione dalle proprie solite verità?
    -Sulla base del dubbio che gli uomini siano tutti uguali- Non siamo tutti standardizzati (qui “uguali” lo intendo in senso negativo, di appiattimento, massificante); usciamo un po’ da casetta e andiamo a “Londra” per immergerci tra la varietà degli uomini. Una varietà che richiede -a noi “italiani” legati al “papato” (a simbolo delle tradizioni ferree e a volte ipocrite)- di essere pronti, fluidi, curiosi, entusiasti, non granitici (-imparare la lingua-). Perchè è difficile fare i turisti, quindi divertirsi, e relazionarsi con il Nuovo se si è bloccati nei costumi e nei non-cambiamenti apparenti (legittimi). E i “mancati divertimenti”? Brucia ogni bella occasione persa che avrebbe permesso di conoscere altre realtà…
    Su questa falsa riga mi sembra più valorizzato questo testo :)